Il potere delle storie: lo storytelling


Il prossimo 23 marzo si terrà a Milano il terzo convegno nazionale sul Corporate Storytelling. Un evento che sottolinea la crescente importanza che il management e gli uomini di marketing stanno riservando a questo nuovo ma prezioso strumento di lavoro. Non più dispositivo da studiare e relegare nell’angolo dell’irrazionalità e dell’immaginazione ma anche, quindi, dispositivo e processo di grande importanza per gli addetti ai lavori che oggi devono fare i conti con una realtà polimorfa e poliforme, la quale ha dato vita a consumatori altrettanto eclettici e difficili da attirare verso i propri prodotti/servizi.

Fare storytelling, non significa semplicemente dar vita ad un racconto per puro diletto, fare storytelling significa oggi mettere in evidenza i propri prodotti, farsi notare dai consumatori ma anche creare consenso aziendale, riuscendo a veicolare più facilmente quella che è l’identity del prodotto e della stessa azienda.

Le storie sono emozionanti, coinvolgono lo spettatore e si rendono facili da ricordare.Tutte qualità che di certo aiutano a generare fiducia e goodwill verso il brand. Ma c’è di più: le storie aiutano l’azienda a trasmettere al pubblico i propri ideali e i propri valori di riferimento.

Tantissimi allora gli esempi che il mondo dell’advertising ci offre. Basta pensare alle calde storie di Barilla che trapelano calore umano e convivialità da ogni pixel o anche alle storie proposte dalle marche più note di profumi come Chanel, Dior, Armani & co. che mettono al centro del racconto protagonisti raffinati, pragmatici e passionali, vere e proprie personificazioni dei profumi che rappresentano.

Creare storie convincenti non è però facile ed è infatti da sapere che non tutti i racconti sono storie (e soprattutto efficaci).

E cosa succede se lo storytelling incontra le nuove tecnologie e il web 2.0? Ecco che nasce lo storytelling digitale ma…questa è un’altra storia. Continua…

Gessica A.

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