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Quale è il peso reale di un brand nel mercato?

I marchi che hanno e fanno la storia

Quanto valgono i grandi Brand? E’ impossibile stabilirlo con certezza. Molti di essi detengono di una Brand awareness elevata dal momento in cui sono stati fondati. Come spiegare questo fenomeno? E’ semplice: grazie alla maestria ed alla sapienza degli imprenditori che hanno saputo elaborare una Brand identity forte ed incisiva. 
Prendiamo per esempio Coca cola: un marchio che nel corso della sua esistenza ha saputo mantenere saldo il legame di fiducia con i suoi consumatori, nonostante il suo design sia rimasto inalterato. E’ il caso anche della Nutella, prodotto bandiera dell’industria italiana, che da sempre detiene un margine di fiducia forte nei riguardi del proprio target.  Marchi come Pampers, Gucci, i quali grazie all’utilizzo dei canali social hanno incrementato le loro vendite, lo stesso Facebook, la Samsungche sorpassa la Apple e la Nokia grazie all’edificazione del Galaxy S III, divenendo cosi leder nella telefonia. 
E’ quindi complicato stabilire con esattezza la Brand equity di ciascun marchio. Si è dinanzi ad una specie di gara a chi produce di più, ma soprattutto a chi valorizza di più i propri prodotti.
Che la sfida abbia inizio!!


Daniele O. 

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OVS diventa brand di moda

Ovs è conosciuto come una delle insegne del Gruppo COIN, catena di magazzini low cost.
Per il 2013 propone una trasformazione nell’offerta dei suoi prodotti e diventa marchio a tutti gli effetti, accanto ai colossi come H&M, Mango e Zara. 
Il progetto è iniziato circa 8 mesi fa sotto la guida di Caterina Salvador, fashion coordinator, ex direttrice dell’ufficio stile di Giorgio Armani, Calvin Klein e Dolce e Gabbana.
Salvador ha creato un ufficio stile a Milano con 5 stilisti che si dedicano alle nuove collezioni rivolte ad un target molto più giovane. Circa 1.000 pezzi “uomo, donna, bambino, accessori”, realizzate “in una logica più strutturata, con inserimenti mensili come nella fast fashion” e declinate in tre diverse tipologie di stile: OVS Design (etichetta bianca), OVS Casual (etichetta grigia) e OVS Chic (etichetta nera) che poi vengono sviluppate a Mestre.
L’obiettivo, afferma la manager, è “infondere a OVS un nuovo valore“, lavorando “sull’appeal delle collezioni“, … “si possono fare dei prodotti a dei prezzi accessibili che siano di moda ma anche belli. Non è paragonabile con il lusso, è un’altra logica. L’idea è di fare una tipologia di prodotti diversa, meno costruita, più rapida“. 
Un lavoro radicale e rivoluzionario che consiste nel cambiare e impostare le procedure, rafforzare la parte tecnica e modificare il ruolo delle persone. Occorre mettere a posto i modelli e indirizzare l’assortimento mentre la questione più difficile è quella di introdurre la cultura del brand che non esiste, dare un valore aggiunto.
I protagonisti dell’adv della collezione a/i 2012-2013 sono Jacquelyn Jablonski, Emily DiDonato e Ryan Kennedy mentre l’autore degli scatti è Daniel Jackson che ha scelto come location dello shooting il Pier 59 di New York.
Le nuove collezioni saranno presentate in anteprima a settembre e messe in vendita nei diversi negozi OVS presenti in tutta Italia che saranno totalmente rinnovati nel corso dell’anno. Al restyle di OVS, seguirà poi quello di Coin che trasformerà il suo marchio Koan in un marchio di lusso entro il 2013.

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Le grandi marche a sostegno dell’Emilia Romagna

Beneficenza a sostegno dei terremotati

Cotoneve, Farmacotone, Samurai, Logex, le grandi marche scendono in campo a sostegno dei terremotati dell’Emilia Romagna.
Le aziende aderenti al gruppo Sisma hanno garantito il rifornimento di beni per lo svolgimento di azioni quotidiane come medicinali, attrezzi di primo soccorso inviati da farmacotone, la logex ha provveduto ad inviare beni indispensabili per la casa come sacchi per la pattumiera, spugne, ecc. Che dire, bella iniziativa!!


Daniele O. 

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The Making Of Gucci.

Celebrazione del 90esimo anniversario di Gucci e apertura del Museo Gucci a Firenze.

Gucci: The Making Of è un approfondito tributo al patrimonio storico e all’influenza dell’iconica maison di lusso italiana, il cui nome attraverso questi 90 anni è diventato sinonimo di artigianalità, made in Italy e autorevolezza nel mondo della moda e del lusso.

Il libro, di 384 pagine, è una ricca composizione di 52 saggi inediti e oltre 700 immagini, alcune delle qualimai pubblicate prima, che narrano le origini, l’identità, l’artigianalità e l’innovazione che caratterizzano il marchio Gucci.

Ampio spazio è dedicato ai temi iconici che hanno contribuito a determinare l’influenza di Gucci non solo nel mondo della moda, ma anche nella società, inclusi i simboli storici del marchio – il nastro verde-rosso-verde, il morsetto, il motivo Flora, la borse Bamboo e Jackie e il mocassino – e le radici di Gucci – il fondatore Guccio Gucci e Firenze, la sua città natale.

Curato dal Direttore Creativo di Gucci, Frida Giannini, con saggi e contributi di autori quali Katie Grand, Peter Arnell, Rula Jebreal, Christopher Breward e Stefano Micelli, Gucci: The Making Of è un dinamico resoconto del rinomatissimo brand che diventerà un must di questa stagione per chiunque sia appassionato di moda e abbia interesse per la cultura contemporanea.

A consolidamento della continua collaborazione con UNICEF e in occasione della pubblicazione dell’edizione di lusso, Gucci donerà 250.000 dollari a sostegno delle iniziative UNICEF “Schools for Africa”.
(Notizia Ansa del 15 Novembre)

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Un uomo, un Brand.


Tra feste e monetine, che lo si osanni o critichi, il leader del PDL [ormai “Ex premier” nella giornata odierna] è un Brand. E proprio nel giorno più difficile della sua lunga carriera politica campeggiava in tutte le testate giornalistiche nazionali. Con immagini satiriche, oggettive e/o descrittive la faccia di Silvio Berlusconi inondava, e inonda, le nostre case. Nonostante già questi numeri siano impressionati per una democrazia, è il web a dare la misura della vera potenza del brand Berlusconi: solo nella giornata del 8 Novembre sono stati pubblicati o ripresi o rilanciati circa 800 articoli. Googolando “Berlusconi” però il risultato è impressionante: 1 miliardo di risultati. Numeri da Rock star.
Brand talmente consolidato e ingombrante che, nel pieno delle polemiche verso il premier, sparisce, addirittura, dai manifesti dei candidati Pdl nelle elezioni regionali nel Molise.
Non solo l’Italia conosce il brand in questione, infatti in Argentina un Bar (“di dubbio gusto” come lo definisce Bruzzese in una lettere al sindaco di Rosario)cambia gestione e nome. E’ così che “Palacio Berlusconi” diventa uno dei locali più famosi al mondo.
Ed ora cosa succederà al Brand Berlusconi? Attenzione a non fare la fine della Onix.

Best global brands 2011

Siamo circondati, subissati da simboli iconografici di ogni genere. Per ogni settore merceologico ne contiamo a migliaia, vere e proprie galassie di marche composte da simboli, slogan, loghi, jingle,  caratteri tipografici.

Un vero e proprio “mare magnum” in cui la “brand identity” è sempre meno definita e il potere differenziante della marca, valore aggiunto e arbitro del successo di un brand, è meno efficace e dirompente. Una quantità enorme e indistinta di stimoli comunicativi che noi classifichiamo erroneamente sotto un’unica etichetta: BRANDS.

In realtà i BRANDS, vere e proprie potenze comunicative dal valore inestimabile (sia in termini di notorietà e fidelizzazione, sia in termini prettamente economici) e dal bagaglio culturale a volte secolare, ne sono davvero pochi. Potremmo dire, estremizzando un pò, che i veri BRANDS sono 100 ed ogni anno, a parte qualche rara eccezione, si ripresentano in un ordine cronologico quasi identico nella top list stilata da Interbrand.

Il ranking del 2011 vede al primo posto, per il dodicesimo anno consecutivo, Coca Cola con un valore stimato di 71,8 miliardi di dollari. Apple entra per la prima volta nella top ten con una valore pari a 33,5 miliardi di dollari, cosa che ci si aspettava vista la crescita in valore avuta nell’ultimo anno del 58%.

Da notare che i brands tecnologici dominano indiscussamente la top ten della classifica: ben sette su dieci! La tecnologia ha chiaramente dominato la classifica 2011 piazzando quattro dei cinque brand con la migliore performance di crescita al mondo (Apple, Amazon, Google e Samsung).

Al primo posto della classifica “motori” invece abbiamo la Toyota che con i suoi 27,7 miliardi di dollari mantiene l’undicesima posizione e il primato tra i brands automobilistici.

Gli USA, come ogni anno, dominano sia la top ten (interamente a stelle e strisce) che l’intera classifica. Il nostro paese riesce a piazzare solo tre brand: Gucci (39simo, in salita di cinque posizioni con una crescita del 5%), Armani (93esimo, in salita di due posizioni con una crescita del 10%) e Ferrari (99esimo, in discesa di ben 8 posizioni e con una crescita dell’1%).

In definitiva, il ranking di Interbrand diventa sempre più “digitale” e siamo pronti a scommettere che il trend aumenterà senz’altro nei prossimi anni a discapito dei vecchi colossi di marca. D’altronde il peso dei Social Media aumenta esponenzialmente di anno in anno e non ci sarà da meravigliarsi se presto ritroveremo in classifica qualche Social Network. L’ennesimo segno della digitalizzazione della società globale e dell’importanza degli strumenti on line nell’ottica della battaglia tra brands per la conquista della propria fetta di mercato. La costruzione e il consolidamento di una “Digital Brand Equity” è oramai il passaggio obbligato per qualsiasi brand a livello globale.

Il nuovo blog del corso di Brand Mangement è qui!

Il corso di Brand Management della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli studi di Teramo si evolve è da quest’anno, per la prima volta, avrà un blog interamente dedicato in cui tutti gli studenti e i professori potranno scambiarsi informazioni, pareri, opinioni o semplici curiosità sul mondo del Branding e del Marketing in genere.

Oltre a ciò il blog servirà a scambiarci informazioni relative alle lezioni, esercitazioni, esami e a tutto ciò che è strettamente legato all’attività didattica. In questo modo tutti i nostri studenti, a prescindere dalle distanze “fisiche”, potranno partecipare attivamente alle attività del corso ed evitare di perdere la bussola degli argomenti trattati.

Brand Management – UNITE sarà inizialmente gestito esclusivamente dai docenti del corso, il Prof. Lorenzo Amadio (cattedra) e il Prof. Alessio Lossano (assistente). A partire dalla prossima lezione si accetteranno candidature per l’amministrazione del blog in quanto l’obiettivo è di renderlo uno strumento degli studenti e per gli studenti. Oltre al buon senso, l’unica regola imposta consiste nel trattare esclusivamente argomenti attinenti alla materia e che siano di interesse comune. Questo varrà sia per la creazione di nuovi post che per i commenti a post già esistenti.

Ricordiamo, infine, che per l’anno accademico 2011/2012, a partire dal 10 ottobre, il corso si terrà nei seguenti giorni:

Lunedì – ore 9.30/12.30 (aula 10)
Giovedì – ore 9.30/12.30 (aula 10)

ATTENZIONE: il blog non sostituisce in alcun modo il ruolo informativo svolto dal sito istituzionale dell’Università degli studi di Teramo. Per ogni informazione relativa all’attività accademica in genere rimandiamo al sito UNITE.