Archivi categoria: Brand identity

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Fox sposa i suoi telespettatori

Il noto network televisivo aumenta la sua brand fidelity 

Simpson e similari scendono in campo per sostenere con forza la propria casa madre al grido di:”  We love FOX!! “. Conseguentemente a ciò, la nota piattaforma televisiva ha edificato la nuova campagna comunicativa con la finalità di incrementare la propria brand positioning all’interno del mercato. 
La campagna è costituita da uno spot pubblicitario di durata di trenta secondi e trasmesso su tutti i canali della piattaforma FOX all’interno di SKY. Inoltre, questa campagna è coadiuvata dal supporto di pagine pubblicitarie su periodici, radio, affissioni, ecc. Ma il vero vantaggio competitivo in tal contesto è rappresentato dal fatto che la nota azienda televisiva rende partecipi i propri clienti garantendo loro la possibilità di essere selezionati per i prossimi spot tramite casting. 

Come afferma Alessandro Militi, direttore marketing dell’impresa, la nuova strategia lanciata vuole rimarcare il legame duraturo tra i consumatori e la nota organizzazione. 


Daniele O. 
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Quale è il peso reale di un brand nel mercato?

I marchi che hanno e fanno la storia

Quanto valgono i grandi Brand? E’ impossibile stabilirlo con certezza. Molti di essi detengono di una Brand awareness elevata dal momento in cui sono stati fondati. Come spiegare questo fenomeno? E’ semplice: grazie alla maestria ed alla sapienza degli imprenditori che hanno saputo elaborare una Brand identity forte ed incisiva. 
Prendiamo per esempio Coca cola: un marchio che nel corso della sua esistenza ha saputo mantenere saldo il legame di fiducia con i suoi consumatori, nonostante il suo design sia rimasto inalterato. E’ il caso anche della Nutella, prodotto bandiera dell’industria italiana, che da sempre detiene un margine di fiducia forte nei riguardi del proprio target.  Marchi come Pampers, Gucci, i quali grazie all’utilizzo dei canali social hanno incrementato le loro vendite, lo stesso Facebook, la Samsungche sorpassa la Apple e la Nokia grazie all’edificazione del Galaxy S III, divenendo cosi leder nella telefonia. 
E’ quindi complicato stabilire con esattezza la Brand equity di ciascun marchio. Si è dinanzi ad una specie di gara a chi produce di più, ma soprattutto a chi valorizza di più i propri prodotti.
Che la sfida abbia inizio!!


Daniele O. 

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Puma e l’equo commercio

La nota azienda elabora il primo punto vendita eco-sostenibile

Nuova iniziativa targata PUMA: la nota azienda da vita al primo negozio dedicato alla sostenibilità ambientale. Edificato nell’hinterland della cittadina indiana di  Bangalore, lo store è impregnato all’interno di esso di una serie di elementi che richiamano i valori inerenti il risparmio energetico e la difesa dell’ambiente. 
La finalità della nuova strategie messa in atto dall’azienda è quella di promuovere e sponsorizzare i valori ed i principi relativi alla difesa della natura e della vita. Non a caso, il design e l’arredo con cui è stato edificato lo store richiamano nel consumatore l’esperienza di un mondo senza inquinamento e di risorse rinnovabili. Numerose le iniziative sorte attorno a quest’idea rivoluzionaria: personaggi dello spettacolo, circuiti artistici locali, tutti assieme per dire si all’eco-sostenibilità.


Daniele O. 

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La supremazia della Apple viene confermata!

L’Apple vince contro la Samsung: dopo tanto penare infatti il tribunale ha deciso che il colosso sudcoreano deve 1,05 miliardi di dollari alla casa di Cupertino. Tutto ciò perchè,secondo la giuria, la Samsung avrebbe infranto molti brevetti di iPhone e iPad. La casa sudcoreana però non si dà per vinta e afferma che farà ricorso dal momento che il ritiro dei prodotti incriminati non darebbe possibilità di scelta ai consumatori americani. Così la battaglia per una supremazia in innovazione e immagine non è ancora terminata, anche se la “Mela” sembra essere tranquilla dei propri valori e della propria posizione sul mercato mondiale. 

Per i consumatori però cosa cambierà concretamente? E’ noto ormai che i prodotti Samsung sono venduti in grande quantità, così che danno arrecherebbe il ritiro di questi prodotti dal mercato?
Probabilmente solo i veri affezionati alla Apple sarebbero felici!

Best global brands 2011

Siamo circondati, subissati da simboli iconografici di ogni genere. Per ogni settore merceologico ne contiamo a migliaia, vere e proprie galassie di marche composte da simboli, slogan, loghi, jingle,  caratteri tipografici.

Un vero e proprio “mare magnum” in cui la “brand identity” è sempre meno definita e il potere differenziante della marca, valore aggiunto e arbitro del successo di un brand, è meno efficace e dirompente. Una quantità enorme e indistinta di stimoli comunicativi che noi classifichiamo erroneamente sotto un’unica etichetta: BRANDS.

In realtà i BRANDS, vere e proprie potenze comunicative dal valore inestimabile (sia in termini di notorietà e fidelizzazione, sia in termini prettamente economici) e dal bagaglio culturale a volte secolare, ne sono davvero pochi. Potremmo dire, estremizzando un pò, che i veri BRANDS sono 100 ed ogni anno, a parte qualche rara eccezione, si ripresentano in un ordine cronologico quasi identico nella top list stilata da Interbrand.

Il ranking del 2011 vede al primo posto, per il dodicesimo anno consecutivo, Coca Cola con un valore stimato di 71,8 miliardi di dollari. Apple entra per la prima volta nella top ten con una valore pari a 33,5 miliardi di dollari, cosa che ci si aspettava vista la crescita in valore avuta nell’ultimo anno del 58%.

Da notare che i brands tecnologici dominano indiscussamente la top ten della classifica: ben sette su dieci! La tecnologia ha chiaramente dominato la classifica 2011 piazzando quattro dei cinque brand con la migliore performance di crescita al mondo (Apple, Amazon, Google e Samsung).

Al primo posto della classifica “motori” invece abbiamo la Toyota che con i suoi 27,7 miliardi di dollari mantiene l’undicesima posizione e il primato tra i brands automobilistici.

Gli USA, come ogni anno, dominano sia la top ten (interamente a stelle e strisce) che l’intera classifica. Il nostro paese riesce a piazzare solo tre brand: Gucci (39simo, in salita di cinque posizioni con una crescita del 5%), Armani (93esimo, in salita di due posizioni con una crescita del 10%) e Ferrari (99esimo, in discesa di ben 8 posizioni e con una crescita dell’1%).

In definitiva, il ranking di Interbrand diventa sempre più “digitale” e siamo pronti a scommettere che il trend aumenterà senz’altro nei prossimi anni a discapito dei vecchi colossi di marca. D’altronde il peso dei Social Media aumenta esponenzialmente di anno in anno e non ci sarà da meravigliarsi se presto ritroveremo in classifica qualche Social Network. L’ennesimo segno della digitalizzazione della società globale e dell’importanza degli strumenti on line nell’ottica della battaglia tra brands per la conquista della propria fetta di mercato. La costruzione e il consolidamento di una “Digital Brand Equity” è oramai il passaggio obbligato per qualsiasi brand a livello globale.