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Piccoli “digitali” crescono… anche in Italia!

La utilizziamo per informarci, la utilizziamo per approfondire, la utilizziamo per comunicare, la utilizziamo per confrontare, la utilizziamo per comprare, la utilizziamo per viaggiare, la utilizziamo per vedere, la utilizziamo per ascoltare musica, in pratica, a parte i bisogni fisici primari, la utilizziamo per qualsiasi cosa.

É la rete, o meglio, Internet, uno strumento divenuto irrinunciabile per chiunque di noi voglia far parte attivamente del cambiamento che ha inondato e sta dominando il nostro tempo. Esserne fuori equivale ad una forma di emarginazione piuttosto seria da una società costituita prevalentemente da internauti che utilizzano il web come una bussola per navigare nella propria quotidianità.

La cosa vale anche per le ormai smaliziate aziende nostrane, le quali hanno imparato ad occupare specifiche caselline digitali in cui incontrano i propri “e-consumer” e interagiscono con loro al fine di fidelizzarli al di fuori del tradizionale punto vendita.

É infatti notizia recente che ormai il 61% delle imprese italiane ha un proprio sito web. Notizia importante per un paese arretrato come il nostro dal punto di vista dell’utilizzo interattivo del web da parte delle imprese, pur se ci si attesta ancora ad 8 punti percentuali di distanza da una media europea pari al 69%.

Secondo il Corriere Informazione.it le aziende italiane che vendono esclusivamente on line, nell’arco di un anno, sono aumentate del 21,6% per un totale complessivo pari a 8.280 aziende attive nell’e-commerce. Un dato confortante in termini di crescita percentuale anche se ancora estremamente esiguo in valore assoluto.

Alla luce di questa analisi evidentemente quantitativa sarebbe interessante condurne una di tipo qualitativo per valutare la caratura – in termini di struttura del sito, di semplicità d’uso, di funzionalità, di efficienza dello shop on line, di possibilità di interazione con i consumatori, di costruzione di spazi di relazione e di fidelizzazione dei clienti, etc. – della “presenza on line” delle nostre imprese.

Se non altro, rispetto a qualche anno fa, essere on line per le aziende italiane non significa semplicemente rispondere “presente” al pressante appello dei pionieri dell’innovazione ma, contrariamente, ha assunto un significato importante (spesso, oserei dire, preponderante) nelle strategie di (digital) branding di ogni marca che si rispetti.