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La nuova comunicazione di Direct Line

La nota compagnia assicurativa lancia la sua nuova campagna

2013 pieno di innovazioni per la nota agenzia assicurativa DIRECT LINE, la quale ha lanciato la sua nuova campagna all’insegna della soddisfazione del cliente: i clienti sono al di sopra dei tetti delle auto e tendono la mano ad altre persone: una sorta di gesto simbolico per stabilire un contatto duraturo tra l’azienda ed i consumatori. 
Attraverso questa nuova campagna comunicativa, la brand fidelty aumenta in maniera vertiginosa, tutto sempre attraverso il supporto della componente emotiva. Come spiega Barbara Panzeri, direttore Marketing dell’azienda, il successo di questa ditta si basa sulla qualità eccellente dei suoi servizi. L’idea creativa è stata ideata da Hi! Comunicazione sotto la direzione di Luigi Longobardo
Daniele O. 

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Fox sposa i suoi telespettatori

Il noto network televisivo aumenta la sua brand fidelity 

Simpson e similari scendono in campo per sostenere con forza la propria casa madre al grido di:”  We love FOX!! “. Conseguentemente a ciò, la nota piattaforma televisiva ha edificato la nuova campagna comunicativa con la finalità di incrementare la propria brand positioning all’interno del mercato. 
La campagna è costituita da uno spot pubblicitario di durata di trenta secondi e trasmesso su tutti i canali della piattaforma FOX all’interno di SKY. Inoltre, questa campagna è coadiuvata dal supporto di pagine pubblicitarie su periodici, radio, affissioni, ecc. Ma il vero vantaggio competitivo in tal contesto è rappresentato dal fatto che la nota azienda televisiva rende partecipi i propri clienti garantendo loro la possibilità di essere selezionati per i prossimi spot tramite casting. 

Come afferma Alessandro Militi, direttore marketing dell’impresa, la nuova strategia lanciata vuole rimarcare il legame duraturo tra i consumatori e la nota organizzazione. 


Daniele O. 
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“Abbiamo ancora qualcosina da mostrarvi” afferma la Apple: scopriamo cosa!

Dopo l’iPhone 5, iOS6 e il Macbook Retina qualcosa di nuovo sta per uscire dalla Apple, forse un nuovo tablet, più piccolo un iPad mini! Domani è il grande giorno delle verità, infatti il 23 ottobre è la data che è stata fornita agli appassionati per sapere qualcosa in più, sia sul nuovo probabile IPad Mini,sia su i nuovi Mac ad esempio il Pro, con display Retina da 13 pollici, più piccolo dell’attuale e meno costoso. Il nuovo tablet,secondo indiscrezioni, come memorie sarò di 8,16 e 32 gigabyte e display da 7,8 pollici
Molti sperano in colori vivaci e sembra certo che le versioni saranno solo wifi e wifi+3G. I costi variano ovviamente dai gigabyte ma probabilmente il wifi da 8 costerà 249 dollari. L’intento della casa produttrice è quella di creare un prodotto maneggevole, leggero e economico.


 Ma siamo certi che non ci stupiranno con altre nuovissime idee e soprattutto con prodotti da far innamorare anche chi è più scettico nell’addentrarsi nel mondo della Apple che da sempre offre grandi servizi, design e professionalità?

Fonti: http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/10/19/news/apple_prepara_nuovi_ipad_e_mac_la_parola_d_ordine_mini-44883203/

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Puma e l’equo commercio

La nota azienda elabora il primo punto vendita eco-sostenibile

Nuova iniziativa targata PUMA: la nota azienda da vita al primo negozio dedicato alla sostenibilità ambientale. Edificato nell’hinterland della cittadina indiana di  Bangalore, lo store è impregnato all’interno di esso di una serie di elementi che richiamano i valori inerenti il risparmio energetico e la difesa dell’ambiente. 
La finalità della nuova strategie messa in atto dall’azienda è quella di promuovere e sponsorizzare i valori ed i principi relativi alla difesa della natura e della vita. Non a caso, il design e l’arredo con cui è stato edificato lo store richiamano nel consumatore l’esperienza di un mondo senza inquinamento e di risorse rinnovabili. Numerose le iniziative sorte attorno a quest’idea rivoluzionaria: personaggi dello spettacolo, circuiti artistici locali, tutti assieme per dire si all’eco-sostenibilità.


Daniele O. 

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La supremazia della Apple viene confermata!

L’Apple vince contro la Samsung: dopo tanto penare infatti il tribunale ha deciso che il colosso sudcoreano deve 1,05 miliardi di dollari alla casa di Cupertino. Tutto ciò perchè,secondo la giuria, la Samsung avrebbe infranto molti brevetti di iPhone e iPad. La casa sudcoreana però non si dà per vinta e afferma che farà ricorso dal momento che il ritiro dei prodotti incriminati non darebbe possibilità di scelta ai consumatori americani. Così la battaglia per una supremazia in innovazione e immagine non è ancora terminata, anche se la “Mela” sembra essere tranquilla dei propri valori e della propria posizione sul mercato mondiale. 

Per i consumatori però cosa cambierà concretamente? E’ noto ormai che i prodotti Samsung sono venduti in grande quantità, così che danno arrecherebbe il ritiro di questi prodotti dal mercato?
Probabilmente solo i veri affezionati alla Apple sarebbero felici!

Google+ app sbarca in tv

Il nuovo spot di Google+ e lo Storytelling


In un precedente articolo abbiamo già parlato di quanto la tecnica dello Storytelling sia importante per impreziosire e animare i nostri contenuti e le nostre pubblicità.

Stavolta, abbiamo deciso di proporvi una case history di tutto rispetto. Si tratta del nuovo spot di Google+ con il quale Big G ha deciso di presentare la sua nuova app. 

Per chi non l’avesse ancora visto ecco qui il commercial.

Che ne pensate? Fortemente emozionante vero? 

Raccontandoci la storia di un neopapà smemorato preso dall’entusiasmo di essere diventato padre di un esserino così delicato, Big G è riuscito a veicolare tutte le informazioni che intendeva comunicarci. 

Sicuramente ci ricorderemo questa storia per il forte impatto emotivo che ha suscitato in noi e sicuramente la ricollegheremo a Google+ dato che la sua app è la soluzione al problema del papà smemorato. Eppure notate bene che il prodotto pubblicizzato appare solo per una frazione di secondo alla fine dello spot.

La Fiat 500 in USA: “Let your italian out”


Nei giorni scorsi è stato lanciato dalla tv americana il nuovo spot della Fiat 500. Realizzato dall’agenzia Doner e creato appositamente per gli USA. Baby, questo il titolo del commercial, è stato accompagnato da un claim innovativo che invita gli americani a riscoprire (o scoprire?) l’essenza dell’italianità.

Il video mostra due ragazzi, costretti a fare da babysitter a un bimbo biondo e riccioluto, a bordo di una Fiat 500. I tre procedono sicuri a bordo della vettura fino a quando una vecchia auto tipicamente americana non sbarra loro il passo costringendoli a rallentare. Ecco allora che l’agile 500 sorpassa la vecchia Imperial guidata da un uomo anziano che comincia a fissare con aria arcigna il bambino nel seggiolino. Lo spot termina con un ironico colpo di scena: il ragazzino chiede all’uomo cosa sta guardando e lo fa utilizzando una gestualità tipica dell’italian way of life. Il commercial si chiude con lo slogan Let your italian out (lascia uscire l’italiano che è in te).

L’analisi dello spot rivela alcune valenze simboliche. I personaggi per esempio rappresentano generazioni differenti: l’anziano a bordo dell’Imperial impersona il classico americano con la sua tipica macchina ingombrante e smisurata mentre i due ragazzi sono la nuova generazione che ama la praticità, la comfortevolezza e, perché no, la velocità. Non ama perdere tempo e predilige un tipo di vita easy e smart, superando così (qui anche fisicamente con l’atto del sorpasso) l’antiquato way of drive americano.

La 500 è il mezzo per compiere questo sorpasso/superamento e per riscoprire l’italianità che c’è dentro ogni conducente americano.

Ma se l’auto made in Italy sembra riscuotere sempre più successo tra gli americani, lo sarà altrettanto la così tanto ambita italianità? Intanto, qua e là nel web, già si leggono le prime critiche degli italiani, indignati e delusi dalla rappresentazione che di loro dà l’agenzia di Detroit. Un’immagine che secondo alcuni andrà ad alimentare lo stereotipo americano dell’italiano medio ‘tamarro’ e maleducato. 


Gessica A.

L’immagine che fa la differenza: Come un cow-boy ha cambiato le sorti di un’azienda



Come ha potuto un virile cow-boy con il viso segnato dal lavoro e i vestiti sporchi cambiare le sorti di un’azienda che era sul punto di fallire?
Ebbene l’ha fatto.
Stiamo parlando di Marlboro, il colosso del tabacco, la sigaretta per eccellenza; ma il punto è proprio questo, eccellenza per cosa? Filtro, cartina e tabacco, queste sono le componenti di una Marlboro e sono anche le componenti di qualunque altra sigaretta al mondo, quindi si, il merito è tutto del virile cow-boy.
Oggi il prodotto più venduto al mondo è Marlboro, ma non è sempre stato così.
Negli anni ’50 Marlboro era ormai una marca vecchia e moribonda e posizionata come sigaretta da donna che neanche le donne fumavano più preferendo sigarette dal connotato maschile.
Si decide quindi di sospendere la produzione ma di conservare il marchio.
Nel ’54 si decide di rispolverare il marchio dandogli appunto una connotazione prettamente maschile. Cambia il packaging, il nuovo pacchetto non è più morbido ma in cartonato e con nuovi colori dall’impatto più aggressivo, il rosso e il bianco.
In questa ondata di cambiamenti appare il primo cow-boy. Chi se non un virile vaccaro poteva fornire un’immagine maschile al marchio?
Infatti, l’idea era geniale ma la prima campagna pubblicitaria ritraeva un uomo dalle mani curate e dalla forzata espressione da “duro”, insomma un’immagine poco credibile.
E nel frattempo Marlboro continua a non vendere e a restare costantemente dietro ad altri marchi di sigarette come Winston che in quegli anni rappresentava il primato delle vendite con ben 36 miliardi di sigarette vendute all’anno contro i 21 miliardi di Marlboro.
Nel ’63 Leo Burnett decide di riprendere in mano la situazione cercando di risollevare le sorti dell’azienda. Riutilizza l’idea del cow-boy ma questa volta una cow-boy vero e non una ridicola forzatura, con un’immagine di impatto, lui pieno di polvere e le montagne purpuree sullo sfondo.
Il successo è immediato. Il nuovo cow-boy della Marlboro è un’icona assoluta, un simbolo di saggezza e conquista della libertà.
Questa è la storia di Marlboro, una sigaretta uguale alle altre eppure il prodotto più venduto al mondo.