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Ferrero vince al Randstad Award 2012

L’azienda trionfa alla seconda edizione del Randstad Award

Il posto fisso è la peculiarità che tutti gli italiani cercano. E’ quello che emerge dalla seconda edizione del Randstad Award,  il primo premio di Employer Branding dedicato alle aziende più importanti nel nostro paese. Ad aggiudicarsi il premio è l’azienda Ferrero che ottiene il 70 % dei consensi. Al secondo posto troviamo la casa automobilistica Ferrari, al terzo la Thales Alenia spaces, leader nel settore spaziale.

Alla base delle ricerche Randstad vi è l’obiettivo di capire le reali motivazioni in base alle quali gli italiani scelgono la propria azienda in cui lavorare. I risultati della ricerca vengono illustrati da Roberto Vaccani, figura professionale nel campo del Marketing e di ricerche commissionate. Per far ciò vengono presi in esame 8.000 dipendenti di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Inoltre, vengono scelte a campione 150 società di 663 aziende con più di 1.000 dipendenti.

Come afferma Marco Ceresa, AD di Randstad, a partire dagli anni 60, il trend demografico rileva una drastica riduzione delle nascite. Ciò comporta il ritiro, in età pensionabile, da parte di molti lavoratori nati in quell’epoca. Le aziende, afferma Ceresa, devono investire in risorse umane, valorizzare i giovani e fidelizzare con loro. 
Altri due aspetti importanti emergono dall’analisi: la sicurezza del posto fisso, e l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Ferrero risulta un’azienda molto attiva nell’integrazione femminile. La Ferrari e la Thales Alenia Space riguardano essenzialmente un target maschile, il quale comprende una fascia d’età che va dai 30 ai 50 anni. 

Inoltre, la conclusione della cerimonia avviene con il conferimento del premio Randstad Globes,  che riguarda le tre aziende che si distinguono per il numero più elevato di intervistati nello svolgimento della ricerca. 


Daniele O.



Piccoli “digitali” crescono… anche in Italia!

La utilizziamo per informarci, la utilizziamo per approfondire, la utilizziamo per comunicare, la utilizziamo per confrontare, la utilizziamo per comprare, la utilizziamo per viaggiare, la utilizziamo per vedere, la utilizziamo per ascoltare musica, in pratica, a parte i bisogni fisici primari, la utilizziamo per qualsiasi cosa.

É la rete, o meglio, Internet, uno strumento divenuto irrinunciabile per chiunque di noi voglia far parte attivamente del cambiamento che ha inondato e sta dominando il nostro tempo. Esserne fuori equivale ad una forma di emarginazione piuttosto seria da una società costituita prevalentemente da internauti che utilizzano il web come una bussola per navigare nella propria quotidianità.

La cosa vale anche per le ormai smaliziate aziende nostrane, le quali hanno imparato ad occupare specifiche caselline digitali in cui incontrano i propri “e-consumer” e interagiscono con loro al fine di fidelizzarli al di fuori del tradizionale punto vendita.

É infatti notizia recente che ormai il 61% delle imprese italiane ha un proprio sito web. Notizia importante per un paese arretrato come il nostro dal punto di vista dell’utilizzo interattivo del web da parte delle imprese, pur se ci si attesta ancora ad 8 punti percentuali di distanza da una media europea pari al 69%.

Secondo il Corriere Informazione.it le aziende italiane che vendono esclusivamente on line, nell’arco di un anno, sono aumentate del 21,6% per un totale complessivo pari a 8.280 aziende attive nell’e-commerce. Un dato confortante in termini di crescita percentuale anche se ancora estremamente esiguo in valore assoluto.

Alla luce di questa analisi evidentemente quantitativa sarebbe interessante condurne una di tipo qualitativo per valutare la caratura – in termini di struttura del sito, di semplicità d’uso, di funzionalità, di efficienza dello shop on line, di possibilità di interazione con i consumatori, di costruzione di spazi di relazione e di fidelizzazione dei clienti, etc. – della “presenza on line” delle nostre imprese.

Se non altro, rispetto a qualche anno fa, essere on line per le aziende italiane non significa semplicemente rispondere “presente” al pressante appello dei pionieri dell’innovazione ma, contrariamente, ha assunto un significato importante (spesso, oserei dire, preponderante) nelle strategie di (digital) branding di ogni marca che si rispetti.

Il nuovo blog del corso di Brand Mangement è qui!

Il corso di Brand Management della facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli studi di Teramo si evolve è da quest’anno, per la prima volta, avrà un blog interamente dedicato in cui tutti gli studenti e i professori potranno scambiarsi informazioni, pareri, opinioni o semplici curiosità sul mondo del Branding e del Marketing in genere.

Oltre a ciò il blog servirà a scambiarci informazioni relative alle lezioni, esercitazioni, esami e a tutto ciò che è strettamente legato all’attività didattica. In questo modo tutti i nostri studenti, a prescindere dalle distanze “fisiche”, potranno partecipare attivamente alle attività del corso ed evitare di perdere la bussola degli argomenti trattati.

Brand Management – UNITE sarà inizialmente gestito esclusivamente dai docenti del corso, il Prof. Lorenzo Amadio (cattedra) e il Prof. Alessio Lossano (assistente). A partire dalla prossima lezione si accetteranno candidature per l’amministrazione del blog in quanto l’obiettivo è di renderlo uno strumento degli studenti e per gli studenti. Oltre al buon senso, l’unica regola imposta consiste nel trattare esclusivamente argomenti attinenti alla materia e che siano di interesse comune. Questo varrà sia per la creazione di nuovi post che per i commenti a post già esistenti.

Ricordiamo, infine, che per l’anno accademico 2011/2012, a partire dal 10 ottobre, il corso si terrà nei seguenti giorni:

Lunedì – ore 9.30/12.30 (aula 10)
Giovedì – ore 9.30/12.30 (aula 10)

ATTENZIONE: il blog non sostituisce in alcun modo il ruolo informativo svolto dal sito istituzionale dell’Università degli studi di Teramo. Per ogni informazione relativa all’attività accademica in genere rimandiamo al sito UNITE.