Archivi categoria: Social shopping

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Do You Speak social? I linguaggi dei Social Media

La nuova frontiera dei linguaggi sul Web


La regina a cui i brand si inchinano: il social. Un pozzo di informazioni condivise, moderne lampade di Aladino, una componente base del Marketing in grado di potenziare il fatturato di una marca. 
I Social media hanno una propria lingua che ogni bravo brand marketer deve conoscere, una lingua che si impara quotidianamente, catturare l’attenzione del fan. Indurlo a condividere una foto, uno stato, significa molto per  la realizzazione di una strategia d’impresa.
I brand si concedono volontariamente ai Social media, oramai nessun’impresa è imprescindibile da essi, non ci sono progetti, programmi, tutto è un vortice comunicativo in cui è facile perdersi. L’affermazione della rivoluzione digital ha dato vita a nuove strategie e figure professionali, specialisti in strategie di social media marketing

La base di tutto è la visione olistica: osservare tutte le possibili declinazioni, contenuti mediali, ecc. Siamo dinanzi ad una rivoluzione mediale dai risvolti ancora sconosciuti, chissà dove andremo a finire. Forse a digitalizzare i dinosauri!!!!

Daniele O. 
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Bruce Springsteen, un’app emozionale tutta italiana

Il Boss sempre più innamorato del “bel paese”


Lunga storia d’amore tra l’Italia e Bruce Springsteen. Per celebrare l’anniversario del suo diciassettesimo album, l’agenzia di Marketing E3 è stata delegata dalla Sony per quanto concerne lo sviluppo di un’App, che accompagna l’ultimo album del cantautore “Wrecking ball“. Una mondo virtuale in cui rivivere tutte le caratteristiche e la magia delle parole del Boss. 

Come afferma Maurizio Mazzanti, direttore dell’agenzia E3, questa nuova piattaforma ha già fatto il pieno di click tramite il passaparola di Facebook.  La vera forza di questo App è il coinvolgimento dal punto di vista emozionale, che riesce a trasmettere al pubblico un progetto tutto “made in Italy“. Una forma nuova di intrattenimento digitale che consente ai fan del loro beniamino di stargli “vicino”
Non male!!!!!!!!!!

Daniele O.



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Social Shopping, disservizi e denunce

Negli ultimi anni si è assistito alla crescita rapidissima di club di acquisto che offrono a prezzi promozionali prodotti di marca, disponibili in quantità limitate per un breve periodo di tempo. La formula del Flash Deal, evoluzione della più tradizionale vendita a stock, è nata con i prodotti griffati e si è velocemente espansa alle commodities e ai servizi (viaggi, gastronomia, tempo libero, benessere, cura e bellezza, ecc.). L’invasione dei deals è una reale opportunità di sviluppo per molte aziende che lavorano in questi settori ma si presenta anche come una minaccia se non vengono gestiti adeguatamente ed in modo efficiente per garantire un alta customer satisfaction.
Il tema è attualissimo e il dibattito sul ruolo e i vantaggi di quel che appare un nuovo canale di vendita è estremamente vivo.
Groupon, Groupalia e simili, con un meccanismo semplice, hanno sedotto e conquistato rapidamente anche gli italiani. Negli ultimi tempi però l’amore si è incrinato per via di disservizi e ritardi. Mentre negli Stati Uniti è nata la prima class action, in Italia gli utenti stanno aprendo gruppi di proteste su internet contro i disservizi dei social shopping: denunce per i ritardi nelle consegne dei prodotti comprati, per il livello inadeguato dei servizi e l’assistenza clienti.
Tutti questi fattori negativi potrebbero pesare molto più dei vantaggi per i siti di social shopping.

Come mai accade ciò? Vediamo come funzionano. Il sito di social shopping trova un accordo con un commerciante o con un professionista (ad esempio un ristoratore o un dentista), per cui raggiungendo un numero minimo di clienti portati dal sito, questi hanno diritto a uno sconto sul servizio, in media dal 30 al 60%, fino all’80%. Groupon così come anche Groupalia è un intermediario, quindi spesso accade che prodotti disponibili sulla carta alla fine non siano nell’effettiva disponibilità di chi materialmente eroga il servizio, o consegna il prodotto. L’overbooking è dietro l’angolo, l’insoddisfazione del cliente pure.

Quali sono i problemi principali con Groupon e Groupalia?
- Ritardi o mancate consegne
Ci sono diverse segnalazioni su internet da parte di clienti insoddisfatti che non hanno ricevuto la merce nonostante abbiano pagato, o ritardi nella consegna. Si va da prodotti di telefonia, a biglietti aerei e persino soggiorni all inclusive.
- Trattamento
I voucher di Groupon di solito si posso vedere al momento del pagamento e non al momento della prenotazione e si scopre alla fine che il trattamento è differente rispetto a quello degli altri clienti o che le prenotazioni per voli e soggiorni risultano non compatibili con la descrizione presente nell’annuncio online o che i pacchetti non sono esattamente come indicati sulla scheda informativa presente sul sito.
- Assenza del servizio clienti e acquisto di voucher per strutture chiuse e/o non disponibili
Nonostante sul sito siano indicati sia indirizzo, l’email che numero di telefono, il numero risulta inesistente, o, sopratutto per Groupon, ci sono lunghe attese, oppure si ascoltano messaggi di uffici chiusi e ancora le email risultano errate. Se si riesce a interloquire con qualche operatore, nessuno riesce mai a dare indicazioni precise o a risolvere il problema. ll call-center è stranamente non disponibile, nel senso che a parte la voce automatica, quando sta per collegarsi al centralino, la voce dice che è momentaneamente non disponibile e cade la linea. In alcuni casi il servizio cliente è addirittura a pagamento, così bisogna pagare per esporre le proprie rimostranze.
- I rimborsi
Tra i problemi c’è anche la modalità del rimborso che spesso viene proposto sotto forma di altri coupon e non sotto forma di denaro. Comunque, i rimborsi solitamente o non avvengo o arrivano, anche se spesso bisogna mettere in conto tempi piuttosto lunghi.
- Titolari
I problemi non riguardano solo i consumatori ma anche i partner. Una testimonianza raccolta su Facebook vede coinvolta la titolare di un centro estetico: “Sono stata partner di Groupon con mio grande rammarico e pentimento. La mia offerta consisteva in un pacchetto di cerette. Avevo richiesto un tetto di massimo 50 coupon e ne sono stati venduti più di 300! Ho cercato inutilmente di bloccare l’offerta durante la vendita e mi è stato risposto che non era possibile“.
Quindi, si è verificato un sovraccarico di sconti che si è trasformato in un problema per chi aveva previsto una spesa limitata per farsi un po’ di pubblicità.

I prodotti e i servizi che vengono offerti a volte non corrispondono alle promesse. Per un sito che si basa sul social e sul passaparola, l’organizzazione perfetta e l’assistenza clienti dovrebbero stare al primo posto e non solo in termini di relazioni con la clientela che dovrebbero essere una priorità di un’azienda. Inoltre Groupon e Groupalia dovrebbero avere il dovere di verificare la qualità e l’esistenza di un servizio prima di rivenderlo ai propri clienti.
Comunque nel blog di Groupon c’è una sezione di SOS Deal, dove vengono pubblicati tutti gli “errata corrige” e le chiusure di eventuali esercizi.
Groupalia invece dopo l’utilizzo dei coupon da parte dei clienti invia a una selezione di utenti una richiesta di valutazione del servizio erogato. Questo aiuta a migliorare il servizio offerto, selezionando i migliori partner con cui collaborare in modo duraturo. In più, negli ultimi mesi l’azienda ha avviato una nuova modalità di pagamento dei partner, che prevede il saldo della cifra ottenuta dalla vendita dei coupon solo all’avvenuta conclusione del periodo di validità della campagna. In questo modo Groupalia pagherà solo i coupon utilizzati, e non quelli per i quali viene richiesto un rimborso per disservizi o problematiche di rilievo. Questa iniziativa dovrebbe incentivare i partner a fornire un servizio adeguato e di alta qualità. Anche perché il problema riguarda anche gli operatori che decidono di ricorrere a questa tipologia di vendita ed è fondamentale per loro imparare a inserire tale strumento all’interno della loro strategia di mercato, valutandone attentamente i pro e i contro, ma soprattutto gestendolo in modo efficiente e non solo in maniera vantaggiosa.

Probabilmente le esperienze negative legate a questo comparto sono casi limite, la maggior parte degli utenti ha riscosso notevole soddisfazione dalle offerte di Groupon e Groupalia perché semplicemente ha ricevuto il servizio/prodotto per il quale ha pagato e anche perché questo modo di comprare conquista sempre più utenti e successo. Tuttavia i problemi e le mancanze ci sono e sarebbero d’interesse da parte dei siti affrontarli e risolverli per migliorare ciò che offrono.