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Knappa: la nuova digital camera di cartone firmata IKEA

Da IKEA ci aspettavamo veramente di tutto, ma la nuova idea lanciata alla fine dello scorso mese dal più famoso marchio svedese, è veramente incredibile!

KNAPPA è la nuova digital camera di cartone ideata da Jesper Kouthoofd, in collaborazione con la Stockholm’s Teenage Engineering, che mira a promuovere i mobili nei punti vendita facendoli fotografare dal vivo per poi condividerli comodamente a casa con amici e parenti.

La fotocamera digitale usa e getta è di cartone e viene assemblata dall’acquirente (ovviamente, parliamo di IKEA!) ed è fissata con due viti di plastica che contengono un unico circuito composto dall’elettronica, il sensore della camera, un Led, un connettore USB e un solo pulsante ON/OFF per accendere e spegnere l’apparecchio, tutto alimentato da due batterie ministilo AAA. Il sensore della camera è di 2,3 megapixel e la memoria interna consente di immagazzinare 40 scatti, che possono essere tranquillamente scaricati sul computer di casa tramite il connettore USB integrato. La fotocamera non dispone di un display per guardare le immagini scattate e per formattare la memoria, basta inserire una graffetta o qualcosa di sottile nel pulsante di reset posto sulla parte anteriore, tenendo premuto per cinque secondi.

Solo pochi fortunati avranno la possibilità di utilizzare questa camera di cartone nel prossimo futuro, in quanto l’azienda sta progettando di distribuire nei negozi delle scorte limitate per promuovere la nuova collezione IKEA PS 2012. La fotocamera fa parte della campagna della nuova linea per incoraggiare le persone a scattare foto e condividerle con il resto del mondo.

Di seguito, il video di presentazione di KNAPPA in cui il progettista Kouthoofd scherza sul basso budget utilizzato per realizzarla, indicando che la funzione zoom è legata all’estensione delle braccia del fotografo e la stabilità delle immagini è data dal supporto di una sedia alla fotocamera.



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Global RepTrak™ Pulse Study – La reputazione è oro

Come può relazionarsi una persona che porta un cartellino in fronte con su scritto “io mento”? Come è possibile creare relazioni stabili senza una credibilità forte? Questo discorso vale per una persona, per un gruppo di persone così come per le aziende. Le aziende vivono di reputazione! Ogni giorno i consumatori fanno scelte di acquisto anche in base a ciò che pensano dell’azienda che produce il prodotto, se l’azienda non ha un’aura di benevolenza intorno al suo nome non sopravvive a lungo, così come muore la vita sociale delle persone che hanno poca credibilità.



A conferma di ciò basta guardare i risultati del Global RepTrak™ Pulse Study portato avanti dal Reputation Institute. La qualità del prodotto da acquistare vale, al fine della scelta d’acquisto, solo per il 40%; il restante 60% dipende dalla percezione che il consumatore ha dell’azienda che produce il bene o servizio. Percezione che dipende dalla trasparenza, dall’etica aziendale, la capacità di raggiungere obiettivi etc.
“Lo studio RepTrak™ Pulse 2012 di Reputation Institute in Italia è stato realizzato in partnership con Doxa attraverso 3644 interviste e prendendo in esame oltre 100 aziende operanti nel nostro paese nel periodo 6/28 febbraio 2012. Il RepTrak™ è un modello scientifico che permette di identificare i fattori che guidano la reputazione e di monitorare e confrontare le loro performance con quelle dei competitor in ambito nazionale e internazionale.

“Nello specifico – spiega Michele Tesoro-Tess, managing director di Reputation Institute Italy – emerge che a miglioramenti di 5 punti di reputazione corrisponde un aumento della “raccomandabilità” dell’azienda del 7%.

Secondo i risultati, la medaglia d’oro per la reputazione va ad Armani, quella d’argento alla Ferrero e alla Barilla va la medaglia di bronzo. Ad un passo dal podio si trovano Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz (rispettivamente quarto, quinto e sesto posto) a dimostrazione della superiorità del settore auto tedesco.
Un salto di qualità invece è stato fatto da Ikea (+4,2 punti rispetto all’anno scorso), Artsana (+4,1 punti) e Piaggio (+4,6).

Se la reputazione quindi è così importante, le aziende dovrebbero curarla, coltivarla e proteggerla pioché preziosa come l’oro.

Fonti e approfondimenti:

Angela Pace