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Google+ app sbarca in tv

Il nuovo spot di Google+ e lo Storytelling


In un precedente articolo abbiamo già parlato di quanto la tecnica dello Storytelling sia importante per impreziosire e animare i nostri contenuti e le nostre pubblicità.

Stavolta, abbiamo deciso di proporvi una case history di tutto rispetto. Si tratta del nuovo spot di Google+ con il quale Big G ha deciso di presentare la sua nuova app. 

Per chi non l’avesse ancora visto ecco qui il commercial.

Che ne pensate? Fortemente emozionante vero? 

Raccontandoci la storia di un neopapà smemorato preso dall’entusiasmo di essere diventato padre di un esserino così delicato, Big G è riuscito a veicolare tutte le informazioni che intendeva comunicarci. 

Sicuramente ci ricorderemo questa storia per il forte impatto emotivo che ha suscitato in noi e sicuramente la ricollegheremo a Google+ dato che la sua app è la soluzione al problema del papà smemorato. Eppure notate bene che il prodotto pubblicizzato appare solo per una frazione di secondo alla fine dello spot.
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Implementare le strategie di web marketing con il digital storytelling

La settimana scorsa ho introdotto il  tema dello Storytelling (vedi post), parlando in estrema sintesi, di come questo strumento possa facilitare, nel loro lavoro, i manager e gli uomini di marketing. Nello stesso post avevo accennato alla possibilità di applicare lo Storytelling ai digital media e, in particolare, al web marketing (tema che affronteremo meglio oggi).


Iniziamo con qualche definizione. Il Digital Storytelling può essere considerato come un modo di fare storytelling, o meglio, la possibilità di creare e veicolare storie attraverso supporti multimediali di tipo digitale. Creare un video con Movie Maker, arricchire la nostra timeline su Facebook, creare una presentazione in Power Point, sono tutti esempi di digital storytelling.

Fin qui niente di interessante, si direbbe. Ma se ad utilizzare questi strumenti fossero gli stessi marketer? – o meglio – se il digital storytelling fosse implementato agli strumenti di web marketing?

Il mondo dei social media, come sappiamo, rappresenta per le aziende e i propri competitor il nuovo campo di battaglia. Un modo nuovo per interagire con i propri clienti, ottenere input, promuovere e migliorare i propri prodotti/servizi. 

Certamente un terreno fertile ma anche un’arma a doppio taglio, considerato che bisogna ‘dosare’ bene ciò che mettere alla mercé di un pubblico così vasto – e talvolta pericoloso – come quello del web. Un aspetto, questo, che costringe le imprese a rivedere la propria identità, il proprio rapporto col consumatore e soprattutto a ridefinire l’immagine di sé stessa.

Le aziende che si affidano agli strumenti del web 2.0 dovrebbero dunque porre molta più attenzione che in passato ai contenuti. E come suggerito da J. Sassoon, affidarsi maggiormente al web storytelling. Un meccanismo che, integrato ai classici strumenti, permette di agevolarle in campo di digital branding, garantendo un alto impatto emotivo ai propri contenuti. 

Il branding ha oggi ‘il bisogno di toccare le nostre vite’, di migliorarle e di coinvolgerci in un processo di creazione di valore, un valore non economico ma simbolico ed emozionale.

Le aziende devono capire che un video che racconta una storia, simpatico o emozionante che sia,  ha più possibilità di essere inoltrato e postato su facebook – e quindi di raggiungere un numero maggiore di utent i- rispetto ad uno che non ha protagonisti e risulta essere ‘freddo e apatico’ come un rapporto aziendale.

Ma c’è un limite. Come dice il buon vecchio Steve Denning “non tutte le storie sono buone storie“. Infatti, affinché si possa parlare di web storytelling, bisogna mettere in scena narrazioni che:

  • abbiano uno o pochi protagonisti
  • siano altamente coinvolgenti
  • siano contestuallizzate
  • siano autentiche e verosimili
  • racchiudano al proprio interno una qualche morale
  • siano interessanti per i propri fans/contatti così da poter essere ri-raccontate.