Archivi categoria: Fidelizzazione

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“Zippo” un brand immortale e storico

La nota azienda festeggia i suoi 500 milioni di accendini prodotti

E’ risaputo il fatto che la popolarità del mitico accendino “Zippo” è indeclinabile. Perchè? Semplice: l’accendino è legato alle sigarette e al fumo. Ma come spiegare la sopravvivenza di un brand a distanza di oltre mezzo secolo?

Nato da un idea di George Blaisdell negli anni 30, Zippo si basa su di un connubio tra un accendino di origine austriaca e un’altra invenzione dell’epoca: la Zipper (cerniera lampo). Il design che lo rappresenta è unico nel suo genere: già nella seconda guerra mondiale, ogni aviatore o soldato americano ne possedeva uno, e non solo per accendere sigarette ma come oggetto di sopravvivenza. Da quel momento divenne una vera e propria icona americana e mondiale. 
Con la consapevolezza dei danni causati dal fumo, il brand Zippo vede declinare il suo fatturato. A tal punto, Greg Booth, CEO della medesima azienda partorisce un’idea sostanziale: il kit di emergenza Zippo, in modo tale da collocare nella mente del consumatore l’idea di una marca che è sempre presente in ogni evenienza. 
Decretato nel 2001 come uno dei prodotti migliori della storia e come miglior design del ventesimo secolo, il brand Zippo continua ad essere presente sul mercato creando vere e proprie comunità di collezionisti, i quali condividono l’essenza e l’emozione del loro prodotto preferito (Comunità tribali).

Daniele O. 


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Ferrero vince al Randstad Award 2012

L’azienda trionfa alla seconda edizione del Randstad Award

Il posto fisso è la peculiarità che tutti gli italiani cercano. E’ quello che emerge dalla seconda edizione del Randstad Award,  il primo premio di Employer Branding dedicato alle aziende più importanti nel nostro paese. Ad aggiudicarsi il premio è l’azienda Ferrero che ottiene il 70 % dei consensi. Al secondo posto troviamo la casa automobilistica Ferrari, al terzo la Thales Alenia spaces, leader nel settore spaziale.

Alla base delle ricerche Randstad vi è l’obiettivo di capire le reali motivazioni in base alle quali gli italiani scelgono la propria azienda in cui lavorare. I risultati della ricerca vengono illustrati da Roberto Vaccani, figura professionale nel campo del Marketing e di ricerche commissionate. Per far ciò vengono presi in esame 8.000 dipendenti di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Inoltre, vengono scelte a campione 150 società di 663 aziende con più di 1.000 dipendenti.

Come afferma Marco Ceresa, AD di Randstad, a partire dagli anni 60, il trend demografico rileva una drastica riduzione delle nascite. Ciò comporta il ritiro, in età pensionabile, da parte di molti lavoratori nati in quell’epoca. Le aziende, afferma Ceresa, devono investire in risorse umane, valorizzare i giovani e fidelizzare con loro. 
Altri due aspetti importanti emergono dall’analisi: la sicurezza del posto fisso, e l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Ferrero risulta un’azienda molto attiva nell’integrazione femminile. La Ferrari e la Thales Alenia Space riguardano essenzialmente un target maschile, il quale comprende una fascia d’età che va dai 30 ai 50 anni. 

Inoltre, la conclusione della cerimonia avviene con il conferimento del premio Randstad Globes,  che riguarda le tre aziende che si distinguono per il numero più elevato di intervistati nello svolgimento della ricerca. 


Daniele O.



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Il Marketing Tribale: come la Nestlè e la Ferrero si raccontano

La nuova frontiera del terzo millennio: Il Marketing Tribale

Al giorno d’oggi prende sempre più strada un ramo del Marketing: Il Marketing Tribale, il quale consente di riunire persone che manifestano le stesse passioni nei riguardi di un bene, generando vere e proprie comunità di condivisione. 
Sono molteplici le aziende che si avvalgono di medesime tecniche per far leva sulle sensazioni dei consumatori.

Prendiamo il caso della Nestlè: benessere, salute, rispetto della forma fisica, il richiamo ai valori affettivi, sono alcune della tante caratteristiche su cui quest’azienda investe per generare un nuovo tipo di offerta di prodotto. Alcuni eventi di richiamo nazionale vengono organizzati in proposito:


“Le olimpiadi delle famiglie”, un’occasione unica di rilevanza sociale per valorizzare la salute del proprio corpo ed il benessere personale. Numerosi esperti nutrizionisti, medici sono al servizio dei partecipanti per offrire consigli su un corretto stile di vita. 




Altro caso è quello della Maison Ferrero: Le strategie di Marketing Tribale vengono improntate nei riguardi del brand Nutella, attorno alla quale si è venuta a creare una vera e propria comunità in cui è possibile iscriversi e condividere il piacere per il prodotto in questione. Inoltre, sul sito MyNutella è possibile visionare numerosi suggerimenti e consigli di esperti riguardo la preparazione di una colazione salutare e benefica. 

Condividere è la parola d’ordine del Marketing Tribale, espresso in maniera tradizionale da questa frase: “dare un morso allo stesso prodotto e compiacersi del gesto tutti insieme”

Daniele O.

Best global brands 2011

Siamo circondati, subissati da simboli iconografici di ogni genere. Per ogni settore merceologico ne contiamo a migliaia, vere e proprie galassie di marche composte da simboli, slogan, loghi, jingle,  caratteri tipografici.

Un vero e proprio “mare magnum” in cui la “brand identity” è sempre meno definita e il potere differenziante della marca, valore aggiunto e arbitro del successo di un brand, è meno efficace e dirompente. Una quantità enorme e indistinta di stimoli comunicativi che noi classifichiamo erroneamente sotto un’unica etichetta: BRANDS.

In realtà i BRANDS, vere e proprie potenze comunicative dal valore inestimabile (sia in termini di notorietà e fidelizzazione, sia in termini prettamente economici) e dal bagaglio culturale a volte secolare, ne sono davvero pochi. Potremmo dire, estremizzando un pò, che i veri BRANDS sono 100 ed ogni anno, a parte qualche rara eccezione, si ripresentano in un ordine cronologico quasi identico nella top list stilata da Interbrand.

Il ranking del 2011 vede al primo posto, per il dodicesimo anno consecutivo, Coca Cola con un valore stimato di 71,8 miliardi di dollari. Apple entra per la prima volta nella top ten con una valore pari a 33,5 miliardi di dollari, cosa che ci si aspettava vista la crescita in valore avuta nell’ultimo anno del 58%.

Da notare che i brands tecnologici dominano indiscussamente la top ten della classifica: ben sette su dieci! La tecnologia ha chiaramente dominato la classifica 2011 piazzando quattro dei cinque brand con la migliore performance di crescita al mondo (Apple, Amazon, Google e Samsung).

Al primo posto della classifica “motori” invece abbiamo la Toyota che con i suoi 27,7 miliardi di dollari mantiene l’undicesima posizione e il primato tra i brands automobilistici.

Gli USA, come ogni anno, dominano sia la top ten (interamente a stelle e strisce) che l’intera classifica. Il nostro paese riesce a piazzare solo tre brand: Gucci (39simo, in salita di cinque posizioni con una crescita del 5%), Armani (93esimo, in salita di due posizioni con una crescita del 10%) e Ferrari (99esimo, in discesa di ben 8 posizioni e con una crescita dell’1%).

In definitiva, il ranking di Interbrand diventa sempre più “digitale” e siamo pronti a scommettere che il trend aumenterà senz’altro nei prossimi anni a discapito dei vecchi colossi di marca. D’altronde il peso dei Social Media aumenta esponenzialmente di anno in anno e non ci sarà da meravigliarsi se presto ritroveremo in classifica qualche Social Network. L’ennesimo segno della digitalizzazione della società globale e dell’importanza degli strumenti on line nell’ottica della battaglia tra brands per la conquista della propria fetta di mercato. La costruzione e il consolidamento di una “Digital Brand Equity” è oramai il passaggio obbligato per qualsiasi brand a livello globale.