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“Imported from Gotham City”: Chrysler ft. Batman

Fusione tra Warner Bros. Pictures e Chryslerper permettere ai fan di creare uno spot TV originale che lega Batman e Chrysler, per l’uscita del film “The Dark Knight Rises”. Naturalmente il claim di Chrysler verrà modificato da “Imported from Detroit” a “Imported from Gotham City”.

Sarà lo stesso regista, nonché scrittore e produttore Christopher Nolan, a scegliere lo spot vincente che debutterà in TV per l’uscita del film che concluderà la trionfante trilogia “The Dark Knight”.

Ai concorrenti vengono concesse due settimane per realizzare il loro spot utilizzando filmati di Chrysler 300 e musica tratta dal trailer del film. Una galleria di presentazione andrà in onda il prossimo 30 giugno e il pubblico potrà esprimere il suo voto.


Tra i primi tre finalisti, Nolan sceglierà il vincitore sulla base del voto del pubblico, originalità, creatività e memorabilità del marchio. Il premio sarà un viaggio a Hollywood per completare lo spot accanto a un editor professionale, seguito da un viaggio a New York per assistere all’anteprima di “The Dark Knight Rises”.

Il colpo di genio? La gente crea spot e tutti ne parlano! Vengono mandati in onda gli spot che gli spettatori vogliono vedere. Quale scelta migliore al coinvolgimento del pubblico?
crowdfunding

Come finanziarsi in rete: il crowdfunding

Il crowdfunding è un fenomeno che, al contrario di quanto si possa pensare, non nasce in epoca recentissima. La prima apparizione sulla rete, infatti, risale al 1997 quando un gruppo rock inglese, i Marillion, riesce a finanziare, interamente, il proprio tour negli States grazie ad una piattaforma Internet basata sul sostegno dei fan. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire in che cosa consiste questa pratica.

Definito come un “processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni”, di conseguenza “le piattaforme di crowdfunding sono dunque dei siti che facilitano l’incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l’offerta di denaro da parte degli utenti“.

E’ un fenomeno al quale si può ricorrere per i motivi più svariati: dalla raccolta fondi per beneficenza all’autofinanziamento (come nel caso dei Marillion), dal sostegno umanitario fino alla ricerca. Dati i diversi obiettivi esistono, come si può ben immaginare, differenti tipologie di campagne di raccolta dei fondi, ci si trova così di fronte a campagne generaliste, tematiche o specializzate. 

Passando alla pratica, possiamo considerare come esempi di ‘raccolta fondi online’ la decisione di Wikipedia di restare gratuita e finanziarsi tramite le donazioni dei propri utenti (strategia che si è rivelata vincente dato che l’enciclopedia libera ha raccolto più di 6,5 miliardi!), la campagna elettorale di Barac Obama, anch’essa sostenuta interamente dagli aiuti economici de suoi fautori politici, e il tentativo del Louvre di raccogliere una somma di denaro utile per acquistare un’opera d’arte di inestimabile valore.

E in Italia? La prima piattaforma di crowdfunding è nata nel 2005 e risponde al nome di Produzioni dal Basso, si tratta di un’applicazione gratuita e indipendente. L’esempio più eclatante è dato però da Kapipal, una piattaforma italiana attiva a livello internazionale, la prima ad avere un manifesto. Alberto Falossi, il suo creatore è stato, infatti, il primo a definire le linee guida del crowdfunding, riuscendoli a raccogliere in 5 principi fondamentali.

Bisogno anche voi di liquidità? Avete l’imbarazzo della scelta! Potete scegliere tra siti come: Kapipal, Produzioni dal Basso, EppelaShinyNote, BuonaCausa e molti altri.

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Bad Strategy: cosa non fare sui social media

Attuare delle valide ed efficaci strategie sul web risulta oggi sempre più difficoltoso. Le nuove strumentazioni e le nuove tecnologie- social media e sistemi georeferenziati in primis- offrono sicuramente nuovi spunti per fare web marketing ma allo stesso tempo si prefigurano come inefficienti- o addirittura dannosi- se non gestiti bene dai social media marketing manager

A proposito di sbagli sui social media… proprio qualche giorno fa, leggevo degli errori commessi su Facebook dal community manager della fan page di La Repubblica XL- mensile de La Repubblica “dedicato a musica, cinema, letteratura, arte, toys, fumetto, games, tecnologia, viaggi, cucina, moda e altro”. Vi spiego.

Dopo aver pubblicato una foto divertente del cantante dei Subsonica, il sopracitato community manager si è visto indirizzare una serie di post tutt’altro che gratificanti. Tutto è iniziato con il post di uno degli oltre 75mila fan che ha accusato gli addetti ai lavori di pubblicare troppe “fesserie”. La risposta di La Repubblica XL non è tardata ad arrivare: 

Un commento alquanto inaspettato per un account manager. I lettori si sarebbero infatti aspettati una risposta meno impulsiva e come dire, più professionale- sia chiaro che qui non si sta affatto criticando il suo comportamento ma si sta piuttosto analizzando la vicenda da un punto di vista comunicativo. 

Sembra quasi aver sottovalutato il primo grande comandamento dei social network, ossia essere disposti ad ascoltare tutto quello che i clienti/fan hanno da dire, siano essi complimenti, critiche o domande. Pena la reputazione del brand e l’erosione della sua equity.

Il responsabile della fan page avrebbe fatto meglio ad usare un tono meno vittimista, anche laddove le critiche si stavano facendo veramente pesanti.

Questa prima risposta, poco consona, di La Repubblica XL ha infatti dato modo ad altri fan di schierarsi dall’una e dall’altra parte, intervenendo a favore o contro il comportamento assunto dall’account manager. E la social diatriba è continuata.

Un altro caso di ‘cattiva gestione’ dei social media è rappresentata da una vecchia discussione avvenuta tra l’account manager della fan page di Nestlé e i suoi fan.


In questo caso, gli sbagli sono da ricondurre ad una serie di fattori:
  • Considerarsi padroni incontrastati della pagina, quando in realtà essa deve essere a disposizione di tutti gli utenti del social network. 
  • Cancellare i post ‘troppo’ negativi,che può difatti minare la credibilità del brand ed è sintomo di poca trasparenza.
  • Rispondere a tutte le critiche, che talvolta risulta fuorviante.
  • Usare un tono impersonale e distaccato che fa apparire il brand come unfriendly.
In caso di crisi, inoltre, di norma è opportuno attivarsi per redigere un crisis management plan, in grado di risolvere la situazione in maniera quanto più rapida e indolore possibile. 

Certo, qualcuno può affermare che parlare a posteriori è cosa ben diversa dal trovarsi faccia a faccia con le critiche dei propri fan. Ma non scoraggiamoci. Come si dice: ‘sbagliando si impara‘ e da come abbiamo visto anche i più famosi brand continuano a sbagliare!
580tlum

Only 5% companies respond to their fans

If you ask about something on fanpage – how often they can respond to you? I’m talking about the owners of fanpage. If they respond to you minimum once, you’re in minority.

Most of the owners of fanpages don’t understand idea of creating this sites in social media. About 95% fan’s posts in brand’s fanpages are without any answer! This is research of Socialbakers, about which write people from Econsultancy.

Mostly, companies respond from telecomunication brand and air lines – 26% and 18%. Companies from MEDIA don’t communicate with fans at all – only 1 %. In the middle we can find retail trade, alcohol, fashion, electronics. Average looks, however, extremely low - only 5% of posts of fans is the answer.


It means, that majority of companies which have fanpage on Facebook or another social networking sites don’t have any idea about politic in social media. Communication must be bilateral, not unilateral. For the posts is a must respond, at least for most of them.

Otherwise conduct fanpage’a not make much sense, because instead of growing group of satisfied fans, we have growing group of frustrated fans.

By the way, do you know which fanpages have the most engage fans?

1. Sony Ericsson -> 5,6 mln people like it and 105 000 of them wrote comment or liked some posts in last month.
2. Walmart -> 9 mln fans like it and 100 000 fans were engaged in fanpage.
3. Redbull -> 22 mln and 85 000 engaged.

Suprise! The most famous fanpage on Facebook belogns to Coca-Cola – 34 mln persons like this fanpage, but only 56 000 of them were engaged in commenting last month.