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Le basi del Personal Branding dalla Boston University

Navigando e cercando nel web mi sono imbattutta in una presentazione su Slideshare, curata da Dan Schawbel (esperto di personal branding della Boston University), che ci da delle buone basi per studiare la propria strategia di personal branding. Diamogli un’occhiata! 


Dan Schawbel sostiene che la soluzione al problema lavoro, che attanaglia ormai tutto il mondo occidentale, è proprio il personal branding che viene definito come:

“Personal branding describes the process by which individuals differentiate themselves by identifying and articulating their unique value proposition to achieve a specific goal.”

“Personal branding è il processo attraverso il quale gli individui si differenziano, individuando e articolando la loro “unique value proposition” per raggiungere un obiettivo specifico.”

Un richiamo quindi alla USP (Unique Selling Proposition) di Rosser Reeves, un’unica importante qualità che differenzia il prodotto da tutti gli altri e che lo rende unico. E’ così che dovremmo presentarci e pubblicizzarci nel mondo del lavoro: presentando pochi o uno solo dei nostri valori, delle nostre competenze, che ci rende unici ed indispensabili.
L’autore inoltre ci presenta una singolare equazione:

SELF-IMPRESSION = PERCEPTION

Chiunque lavori nel mondo della marca sa benissimo l’importanza della percezione della marca, di come essa viene vista dal consumatore. Sono stati creati studi su studi, modelli su modelli al solo scopo di riuscire a costruire la percezione di marca desiderata dall’azienda. Lo stesso deve essere quindi per noi stessi: bisogna studiare al meglio l’impressione di sé stessi, curarla e mantenerla allo scopo di creare una percezione di sé negli altri positiva, unica e memorabile.
Possiamo inoltre leggere:
“Regardless of age, regardless of position, regardless of the business we happen to be in, all of us need to understand the importance of branding. We are CEOs of our own companies: Me Inc. To be in business today, our most important job is to be head marketer for the brand called YOU.
“Indipendentemente dall’età, a prescindere dalla posizione, a prescindere del business in cui siamo, tutti noi abbiamo bisogno di capire l’importanza del branding. Siamo amministratori delle nostre stesse aziende: “Me Inc.” Per essere in affari oggi, il nostro compito più importante è essere l'”head marketer” per il marchio chiamato TU.”

Possiamo concludere, ma il discorso è molto più complesso e articolato, indicando quali sono gli 8 punto che l’autore indica come indispensabili nella propria strategia di Personal Branding; l’Octopus Models of Relevancy:

  1. Social Media
  2. Public Relations
  3. Marketing/Branding
  4. Relationship networking
  5. Career development
  6. SEO (serch engine optimization)
  7. HR (human resurces)
  8. Entrepreneurship (imprenditorialità)
Otto punti che associati ad un toolkit, un kit di strumenti adeguato (come CV, Referenze, Sito web personale o blog personale, biglietto da visita, lettera di presentazione, etc.) possono portare al successo professionale.

Fonte:

Angela Pace
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“Zippo” un brand immortale e storico

La nota azienda festeggia i suoi 500 milioni di accendini prodotti

E’ risaputo il fatto che la popolarità del mitico accendino “Zippo” è indeclinabile. Perchè? Semplice: l’accendino è legato alle sigarette e al fumo. Ma come spiegare la sopravvivenza di un brand a distanza di oltre mezzo secolo?

Nato da un idea di George Blaisdell negli anni 30, Zippo si basa su di un connubio tra un accendino di origine austriaca e un’altra invenzione dell’epoca: la Zipper (cerniera lampo). Il design che lo rappresenta è unico nel suo genere: già nella seconda guerra mondiale, ogni aviatore o soldato americano ne possedeva uno, e non solo per accendere sigarette ma come oggetto di sopravvivenza. Da quel momento divenne una vera e propria icona americana e mondiale. 
Con la consapevolezza dei danni causati dal fumo, il brand Zippo vede declinare il suo fatturato. A tal punto, Greg Booth, CEO della medesima azienda partorisce un’idea sostanziale: il kit di emergenza Zippo, in modo tale da collocare nella mente del consumatore l’idea di una marca che è sempre presente in ogni evenienza. 
Decretato nel 2001 come uno dei prodotti migliori della storia e come miglior design del ventesimo secolo, il brand Zippo continua ad essere presente sul mercato creando vere e proprie comunità di collezionisti, i quali condividono l’essenza e l’emozione del loro prodotto preferito (Comunità tribali).

Daniele O. 


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Global RepTrak™ Pulse Study – La reputazione è oro

Come può relazionarsi una persona che porta un cartellino in fronte con su scritto “io mento”? Come è possibile creare relazioni stabili senza una credibilità forte? Questo discorso vale per una persona, per un gruppo di persone così come per le aziende. Le aziende vivono di reputazione! Ogni giorno i consumatori fanno scelte di acquisto anche in base a ciò che pensano dell’azienda che produce il prodotto, se l’azienda non ha un’aura di benevolenza intorno al suo nome non sopravvive a lungo, così come muore la vita sociale delle persone che hanno poca credibilità.



A conferma di ciò basta guardare i risultati del Global RepTrak™ Pulse Study portato avanti dal Reputation Institute. La qualità del prodotto da acquistare vale, al fine della scelta d’acquisto, solo per il 40%; il restante 60% dipende dalla percezione che il consumatore ha dell’azienda che produce il bene o servizio. Percezione che dipende dalla trasparenza, dall’etica aziendale, la capacità di raggiungere obiettivi etc.
“Lo studio RepTrak™ Pulse 2012 di Reputation Institute in Italia è stato realizzato in partnership con Doxa attraverso 3644 interviste e prendendo in esame oltre 100 aziende operanti nel nostro paese nel periodo 6/28 febbraio 2012. Il RepTrak™ è un modello scientifico che permette di identificare i fattori che guidano la reputazione e di monitorare e confrontare le loro performance con quelle dei competitor in ambito nazionale e internazionale.

“Nello specifico – spiega Michele Tesoro-Tess, managing director di Reputation Institute Italy – emerge che a miglioramenti di 5 punti di reputazione corrisponde un aumento della “raccomandabilità” dell’azienda del 7%.

Secondo i risultati, la medaglia d’oro per la reputazione va ad Armani, quella d’argento alla Ferrero e alla Barilla va la medaglia di bronzo. Ad un passo dal podio si trovano Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz (rispettivamente quarto, quinto e sesto posto) a dimostrazione della superiorità del settore auto tedesco.
Un salto di qualità invece è stato fatto da Ikea (+4,2 punti rispetto all’anno scorso), Artsana (+4,1 punti) e Piaggio (+4,6).

Se la reputazione quindi è così importante, le aziende dovrebbero curarla, coltivarla e proteggerla pioché preziosa come l’oro.

Fonti e approfondimenti:

Angela Pace