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Google al servizio dei navigatori: il tramonto del SEO

Qualche giorno fa su Forbes è stato pubblicato un articolo dal titolo “The Death Of SEO: The Rise of Social, PR, And Real Content” che ha attirato la mia attenzione.
Le tecniche di SEO (Serch Engine Optimization) hanno lo scopo ultimo di aumentare il traffico in entrata, quindi gli accessi, al proprio sito web attraverso i motori di ricerca. Tali tecniche possono essere classificate in vari modi:
 “There is internal and external SEO. Internal makes up about 15% of the process […] and it means to design your site so it follows the best practices proven to rank high on Google. External SEO used to mean to write articles, press releases, blogs, comments, and content with embedded keyword “backlinks” to your site. Now it is changing fast to include social media strategies. SEO has been traditionally divided into “white hat” or “black hat.” Black Hat is the obvious villainous practice of gaming the system by doing things to raise rankings that Google doesn’t want, and White Hat is just more subtle.”
Ma dopo aver spiegato, molto velocemente, cos’è il SEO, cosa sta succedendo? Perché si parla di tramonto, di morte del SEO? E’ semplice! Google ha creato un nuovo algoritmo chiamato “Penguin release” che premia le relazioni e il seguito sui social media (follower, commenti, tweet, likes, condivisioni e un occhio di riguardo per il +1) al posto dei link diretti al sito. Con questo nuovo algoritmo Google si prefigge lo scopo di fornire ai navigatori contenuti reali e non semplici pagine pubblicizzate, in pratica sta svolgendo al meglio il suo lavoro al servizio degli internauti.



Sarà sempre più complesso quindi lavorare nell’ambito del SEO ma, come si dice, “fatta la legge, trovato l’inganno!”
Fonti e approfondimenti:

Angela Pace