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OVS diventa brand di moda

Ovs è conosciuto come una delle insegne del Gruppo COIN, catena di magazzini low cost.
Per il 2013 propone una trasformazione nell’offerta dei suoi prodotti e diventa marchio a tutti gli effetti, accanto ai colossi come H&M, Mango e Zara. 
Il progetto è iniziato circa 8 mesi fa sotto la guida di Caterina Salvador, fashion coordinator, ex direttrice dell’ufficio stile di Giorgio Armani, Calvin Klein e Dolce e Gabbana.
Salvador ha creato un ufficio stile a Milano con 5 stilisti che si dedicano alle nuove collezioni rivolte ad un target molto più giovane. Circa 1.000 pezzi “uomo, donna, bambino, accessori”, realizzate “in una logica più strutturata, con inserimenti mensili come nella fast fashion” e declinate in tre diverse tipologie di stile: OVS Design (etichetta bianca), OVS Casual (etichetta grigia) e OVS Chic (etichetta nera) che poi vengono sviluppate a Mestre.
L’obiettivo, afferma la manager, è “infondere a OVS un nuovo valore“, lavorando “sull’appeal delle collezioni“, … “si possono fare dei prodotti a dei prezzi accessibili che siano di moda ma anche belli. Non è paragonabile con il lusso, è un’altra logica. L’idea è di fare una tipologia di prodotti diversa, meno costruita, più rapida“. 
Un lavoro radicale e rivoluzionario che consiste nel cambiare e impostare le procedure, rafforzare la parte tecnica e modificare il ruolo delle persone. Occorre mettere a posto i modelli e indirizzare l’assortimento mentre la questione più difficile è quella di introdurre la cultura del brand che non esiste, dare un valore aggiunto.
I protagonisti dell’adv della collezione a/i 2012-2013 sono Jacquelyn Jablonski, Emily DiDonato e Ryan Kennedy mentre l’autore degli scatti è Daniel Jackson che ha scelto come location dello shooting il Pier 59 di New York.
Le nuove collezioni saranno presentate in anteprima a settembre e messe in vendita nei diversi negozi OVS presenti in tutta Italia che saranno totalmente rinnovati nel corso dell’anno. Al restyle di OVS, seguirà poi quello di Coin che trasformerà il suo marchio Koan in un marchio di lusso entro il 2013.

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Rapporto Nielsen – La fiducia del consumatore va al consumatore

La maggior parte dei consumatori si fida degli altri consumatori, non più della pubblicità.

Dichiara Randall Beard (global head della sezione Advertiser Solutions per Nielsen): “Anche se la pubblicità televisiva rimarrà un canale primario per il marketing – grazie all’impareggiabile capacità di arrivare ad un pubblico molto vasto – i consumatori di tutto il mondo continuano a tenere in conto piuttosto le raccomandazioni di amici e le opinioni online. Di conseguenza, i professionisti della pubblicità cercheranno dei modi per collegarsi in maniera più diretta ai consumers per far leva sulla loro buona volontà, affinché feedback e i racconti delle proprie esperienze diventino vere ads.”

L’ultima analisi Nielsen, dal titolo “Global Trust in Advertising and Brand Messages”, mette in luce una situazione che era più che prevedibile: la fiducia dei consumatori nelle classiche forme di advertising va scemando a favore del parere degli altri consumatori. La maggior parte dei consumatori infatti da molta più credibilità ai pareri e alle raccomandazioni degli altri consumatori (parenti, conoscenti o anche consigli online) rispetto al qualsiasi altra forma di pubblicità (che sia above o below the line).

A godere della minore credibilità sono le pubblicità sui mobile (29%), i banner (33%) e le ads sui social network (36%). Relativamente alta invece è la credibilità delle pubblicità in tv (47%), sui giornali (anche qui 47%) e gli editoriali (58%).

Se andiamo a vedere il particolare, notiamo che gli europei sono decisamente più miscredenti rispetto ai nordamericani che, invece, sono disposti ad accordare maggiore fiducia in tutti i campi pubblicitari.

La situazione per il mondo dell’advertising non è delle più rosee, chissà se in futuro si troverà il modo di conquistare il cuore dei consumatori!

Fonte:

Angela Pace