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Compravendita di recensioni positive online: la denuncia di Fipe Toscana a Tripadvisor

Ho bisogno di un cellulare nuovo! Cosa faccio? Vado su internet e come prima cosa cerco informazioni e specifiche dei modelli che più mi interessano, ma una volta ristretta la cerchia a uno o due possibilità mi rivolgo al web per chiedere maggiori informazioni a chi quel cellulare ce l’ha già. Video review, commenti e recensioni sono divenuti ormai fondamentali nei processi di scelta dei consumatori, è come chiedere al proprio vicino di casa se il nuovo supermercato ha prezzi più alti del solito vecchio supermercato, solo che si hanno milioni di vicini di casa a cui chiedere coniglio.
Tutto questo può essere facilmente definito con due semplici parole: Reputazione Online. Ma ormai non ci si può fidare più neanche di questa, come mai? E’ il caso di Tripadvisor, denunciato da FIPE Toscana (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) secondo il quale un terzo dei commenti presenti nel sito è falso.



Dice il presidente regionale e vicario nazionale Fipe Aldo Cursano: “Ci siamo mossi in seguito a diverse segnalazioni di nostri associati. Su Tripadvisor sedicenti clienti screditano – chiaramente senza averli mai nemmeno visitati – locali altrimenti di rinomata fama e popolarità. Siamo arrivati purtroppo a dover constatare che non si tratta di casi isolati, ma di un vero e proprio mercato delle recensioni, a volte di vera e propria estorsione ai danni dell’esercente. Fipe Toscana prenderà adeguate contromisure per controllare il fenomeno e garantire gli onesti ristoratori da un uso distorto della rete”.[1]

Nasce quindi un racket specializzato nella compavendita (per usare un eufemismo) di commenti positivi e, in caso di mancato accordo, la “punizione” consiste in un pacchetto di commenti negativi.
“L’assenza di un vaglio preventivo alle recensioni dei clienti può comportare, come in effetti sta comportando, la messa in rete di messaggi di contenuto diffamatorio e palesemente inveritieri contro i quali il destinatario ha diritto di essere tutelato in primis dal titolare del portale che dovrebbe essere chiamato a rispondere alla pari del direttore di una testata giornalistica. L’assenza di una legislazione specifica sul WEB – che FIPE chiede di introdurre – impone all’associazione di rappresentanza dei pubblici esercizi e ai responsabili di questi portali di cercare autonomamente strumenti di garanzia a tutela della ristorazione italiana.[1] Parole del direttore generale di FIPE, l’Avvocato Marcello Fiore che sottolinea la necessità di una campagna di sensibilizzazione e di una nuova legislazione in merito.

Tripadvisor dal canto suo non rimane inerme e replica sostenendo che adotta sofisticati filtri anti-frode e si avvale di 70 addetti ai controlli proprio per evitare gli imbrogli e l’uso improprio dei giudizi. La replica del portavoce Lorenzo Brufani cita così: “Non è assolutamente vero che in media le recensioni sulla piattaforma sono negative, anzi i giudizi sugli alberghi e sui ristoratori d’Italia sono i migliori d’Europa”.

In attesa di vedere come si evolverà la situazione, FIPE Toscana sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione attraverso una pagina Facebook nella speranza che abbia gli effetti desiderati a totale vantaggio dei consumatori e delle pubblici esercizi.

Fonti e approfondimenti:

Angela Pace