Archivi categoria: Social Media Manager

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Quale è il peso reale di un brand nel mercato?

I marchi che hanno e fanno la storia

Quanto valgono i grandi Brand? E’ impossibile stabilirlo con certezza. Molti di essi detengono di una Brand awareness elevata dal momento in cui sono stati fondati. Come spiegare questo fenomeno? E’ semplice: grazie alla maestria ed alla sapienza degli imprenditori che hanno saputo elaborare una Brand identity forte ed incisiva. 
Prendiamo per esempio Coca cola: un marchio che nel corso della sua esistenza ha saputo mantenere saldo il legame di fiducia con i suoi consumatori, nonostante il suo design sia rimasto inalterato. E’ il caso anche della Nutella, prodotto bandiera dell’industria italiana, che da sempre detiene un margine di fiducia forte nei riguardi del proprio target.  Marchi come Pampers, Gucci, i quali grazie all’utilizzo dei canali social hanno incrementato le loro vendite, lo stesso Facebook, la Samsungche sorpassa la Apple e la Nokia grazie all’edificazione del Galaxy S III, divenendo cosi leder nella telefonia. 
E’ quindi complicato stabilire con esattezza la Brand equity di ciascun marchio. Si è dinanzi ad una specie di gara a chi produce di più, ma soprattutto a chi valorizza di più i propri prodotti.
Che la sfida abbia inizio!!


Daniele O. 

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L’altra faccia dei Social network

Cosa nascondono realmente i dispositivi social? 

Magnitudo di 10 gradi della scala Richter in casa social!!! Dopo le potenziali opportunità ottenute tramite l’utilizzo delle tecnologie dei Social media, emergono studi in cui si rendono note le peculiarità negative in tale contesto.
A venire maggiormente lesa è la reputazione del marchio stesso, questo perchè la maggior parte delle informazioni delle aziende in tali circuiti subisce una sorta di fuga indiscriminata e molte organizzazioni imprenditoriali non sono dotate di uno specifico staff per gestire le politiche digitali, in modo particolare quelle social.  

Data l’elevata dinamicità della comunicazione nel campo interattivo, chiunque può utilizzare informazioni per ledere o danneggiare l’operato aziendale, quindi, il primo passo da fare è quello di dotarsi di uno staff specifico nell’attuazione di politiche digitali e social. 
E’ ora di svegliarsi imprese, il digital non è un gioco!!!!

Daniele O. 

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A che situazione è il social?

L’evoluzione della strategia social nel contesto odierno

E’ il momento di valutare l’operato delle tecnologie dei social network: non sono più passatempi, ma mezzi di informazione utilizzati anche dalle aziende. In base a delle ricerche effettuate, emerge chiara la visione dei social media come contenuti di emozioni e sensazioni, gli individui riversano nei social media tutte le loro prerogative.

Opportunità di guadagno, modo per farsi conoscere, tenere contatti in lontananza, sono sintomi di un futuro oramai digitale, in cui la comunicazione è profondamente intrisa, tanto da prendere il nome di e-comunication

Daniele O. 



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Una nuova tendenza: WIki Brand

Il consumatore assume sempre  di più il controllo della marca

La nuova marcia del Marketing si fa strada: il Wiki Brand. Concetto ideato sulla base di un progetto di Don Tapscott, questa dicotomia sta ad indicare una sorta di “scollamento del marketing” ossia, i consumatori che prendono il totale controllo della marca. 
Al giorno d’oggi, il brand deve compiere un salto di qualità: deve curare in maniera più vertiginosa il rapporto con i clienti. In tal contesto, è necessario avvalersi di nuove tecnologie per rendere le community online più attraenti. 
La mission a cui le imprese sono chiamate è quella di valorizzare la cultura online, saper dare forza al prodotto tramite la storytelling aziendale, rafforzare la cultura social attraverso i “like” di Facebook ed i microblogging di Twitter

Oggi la marca non è più un’entità statica ma plastica. Oggi i consumatori sono ambasciatori, promotori di marca, e le imprese devono renderli sempre più partecipi nel processo aziendale.
A tal punto, viene inaugurato alla IULM di Milano, il primo corso di laurea in Digital Marketing Management, unico in tutta Italia. 

Daniele O.

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Do You Speak social? I linguaggi dei Social Media

La nuova frontiera dei linguaggi sul Web


La regina a cui i brand si inchinano: il social. Un pozzo di informazioni condivise, moderne lampade di Aladino, una componente base del Marketing in grado di potenziare il fatturato di una marca. 
I Social media hanno una propria lingua che ogni bravo brand marketer deve conoscere, una lingua che si impara quotidianamente, catturare l’attenzione del fan. Indurlo a condividere una foto, uno stato, significa molto per  la realizzazione di una strategia d’impresa.
I brand si concedono volontariamente ai Social media, oramai nessun’impresa è imprescindibile da essi, non ci sono progetti, programmi, tutto è un vortice comunicativo in cui è facile perdersi. L’affermazione della rivoluzione digital ha dato vita a nuove strategie e figure professionali, specialisti in strategie di social media marketing

La base di tutto è la visione olistica: osservare tutte le possibili declinazioni, contenuti mediali, ecc. Siamo dinanzi ad una rivoluzione mediale dai risvolti ancora sconosciuti, chissà dove andremo a finire. Forse a digitalizzare i dinosauri!!!!

Daniele O. 
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Facebook, come cambia la Comunicazione telefonica

Come un “old media” si fonde con il Social media

La Comunicazione telefonica sembra ad un passo dalla svolta epocale: sembra che stia diventando parte integrante della realtà dei Social media
La Seat Pagine Gialle idealizza una nuova modalità per sfruttare le informazioni relative ai dati degli assistenti personali, ossia gli operatori telefonici che rispondono alle chiamate. 

Una specie di evoluzione plurimediale: infatti consente la condivisione, tramite Facebook, di ricerche telefoniche, pubblicando sul proprio profilo i risultati ottenuti dagli assistenti personali. Si trasformano i dati in contenuti condivisi. Una rivoluzione in piena regola nel campo della Comunicazione telefonica,  una sorta di Social sfera che rivoluzione la quotidianità.

L’idea di base è quella di sviluppare una sorta di interazione tra gli utenti tramite post, in modo tale da poter utilizzare, a fini produttivi, la connessione al sito 89.24.24 per tenere informata la propria rete sociale e pubblicizzare il servizio. Siamo dinanzi ad una sorta di transmedialità illimitata che sta inglobando tutta la nostra vita sociale


Daniele O.

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La Pubblicità su Google più efficiente di altri media

Google sul piedistallo per le PMI nel mondo

In base ad un recente studio, emerge che Google riesce ad ottenere più clienti rispetto ai tradizionali canali pubblicitari. In base ad una ricerca della Olin University, emerge chiaramente che i clienti, che derivano dal search marketing, favoriscono la creazione di maggiori transazioni rispetto ai tradizionali network digitali

La ricerca pone l’accento su due fattori chiave, i quali sono responsabili del successo di Google: l’importanza di attribuire l’acquisizione di un cliente ad un media pubblicitario in modalità multicanale e la questione relativa al “Customer lifetime value“, sempre più marcato nel mondo dei media. 
All’inizio del 2012, sono molteplici le aziende che fanno uso di canali pubblicitari Google Adwords, dando vita ad un fatturato di oltre trenta miliardi di dollari,  il tutto a favore di Google inc. A tutta forza Google!!!!!!

Daniele O.

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Bad Strategy: cosa non fare sui social media

Attuare delle valide ed efficaci strategie sul web risulta oggi sempre più difficoltoso. Le nuove strumentazioni e le nuove tecnologie- social media e sistemi georeferenziati in primis- offrono sicuramente nuovi spunti per fare web marketing ma allo stesso tempo si prefigurano come inefficienti- o addirittura dannosi- se non gestiti bene dai social media marketing manager

A proposito di sbagli sui social media… proprio qualche giorno fa, leggevo degli errori commessi su Facebook dal community manager della fan page di La Repubblica XL- mensile de La Repubblica “dedicato a musica, cinema, letteratura, arte, toys, fumetto, games, tecnologia, viaggi, cucina, moda e altro”. Vi spiego.

Dopo aver pubblicato una foto divertente del cantante dei Subsonica, il sopracitato community manager si è visto indirizzare una serie di post tutt’altro che gratificanti. Tutto è iniziato con il post di uno degli oltre 75mila fan che ha accusato gli addetti ai lavori di pubblicare troppe “fesserie”. La risposta di La Repubblica XL non è tardata ad arrivare: 

Un commento alquanto inaspettato per un account manager. I lettori si sarebbero infatti aspettati una risposta meno impulsiva e come dire, più professionale- sia chiaro che qui non si sta affatto criticando il suo comportamento ma si sta piuttosto analizzando la vicenda da un punto di vista comunicativo. 

Sembra quasi aver sottovalutato il primo grande comandamento dei social network, ossia essere disposti ad ascoltare tutto quello che i clienti/fan hanno da dire, siano essi complimenti, critiche o domande. Pena la reputazione del brand e l’erosione della sua equity.

Il responsabile della fan page avrebbe fatto meglio ad usare un tono meno vittimista, anche laddove le critiche si stavano facendo veramente pesanti.

Questa prima risposta, poco consona, di La Repubblica XL ha infatti dato modo ad altri fan di schierarsi dall’una e dall’altra parte, intervenendo a favore o contro il comportamento assunto dall’account manager. E la social diatriba è continuata.

Un altro caso di ‘cattiva gestione’ dei social media è rappresentata da una vecchia discussione avvenuta tra l’account manager della fan page di Nestlé e i suoi fan.


In questo caso, gli sbagli sono da ricondurre ad una serie di fattori:
  • Considerarsi padroni incontrastati della pagina, quando in realtà essa deve essere a disposizione di tutti gli utenti del social network. 
  • Cancellare i post ‘troppo’ negativi,che può difatti minare la credibilità del brand ed è sintomo di poca trasparenza.
  • Rispondere a tutte le critiche, che talvolta risulta fuorviante.
  • Usare un tono impersonale e distaccato che fa apparire il brand come unfriendly.
In caso di crisi, inoltre, di norma è opportuno attivarsi per redigere un crisis management plan, in grado di risolvere la situazione in maniera quanto più rapida e indolore possibile. 

Certo, qualcuno può affermare che parlare a posteriori è cosa ben diversa dal trovarsi faccia a faccia con le critiche dei propri fan. Ma non scoraggiamoci. Come si dice: ‘sbagliando si impara‘ e da come abbiamo visto anche i più famosi brand continuano a sbagliare!
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Esserci o non esserci? Pinterest per le aziende

Il fenomeno Pinterest continua a spopolare tra gli internauti. Il social network, nato negli States nel marzo 2010, è stato ideato per condividere sulla propria bacheca le immagini e i contenuti preferiti dagli utenti (da qui il nome derivato dalla fusione tra pinboard e interest). 

Pinterest, come noto, è un luogo di incontro e condivisione che oggi può essere utilizzato non solo dai privati ma anche dalle aziende. Di qui il dilemma di molte di esse se entrare o non entrare nella cerchia di coloro che ‘pinnano’.

Intuit facilita la loro scelta proponendo un’utile mappa di cui tutte le PMI dovrebbero avvalersi. Vediamola di seguito. 




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Social Media, la nuova frontiera delle imprese

La strategia dei Social Media per catturare i consumatori


Al giorno d’oggi, le piccole e medie imprese si muniscono sempre di più di piattaforme web per instaurare un dialogo digitale con i consumatori. Ed è qui che fanno il loro ingresso Facebook, Twitter, I social network che fungono da tramite tra l’impresa ed il cliente. Il tutto grazie all’avvento di moderne tecnologie informatiche che consentono l’utilizzo di mezzi multimediali quali video, video-conferenze, ecc.

Come afferma Fabrizio Caprara, direttore generale di Saatchi & Saatchi, vi è una netta evoluzione nell’approccio con il consumatore, il brand è ciò che i consumatori percepiscono attraverso i social media, oggi vero e unico strumento di comunicazione efficiente per le imprese. 
I Social media hanno portato il consumatore ad una percezione più rapida e veloce delle informazioni, con il conseguente risultato di un cliente consapevole, dinamico, intelligente.

Il connubio tra business e comunicazione sociale viene riconfermato a livello strategico, ovviamente senza tralasciare tutti i rischi connessi a questo tipo di comunicazione.
Le piccole e medie imprese devono munirsi di piattaforme web sempre più sofisticate per evitare di agire in modo inadeguato nel futuro e per catturare un numero di consumatori sempre più alto. 

Daniele O.