Archivi categoria: Digital branding.

imgres2

EasyJet, la nuova pubblicità prende forma

La ditta lancia la sua nuova campagna 

Tira una nuova aria  in casa EasyJet : è in fase di completa edificazione la nuova campagna pubblicitaria online ideata dalla ditta aerea. L’intento è quello di catturare il maggior numero di consumatori attraverso la tecnologie digitali.
Tramite l’edificazione di due spot interattivi, l’azienda vuole favorire la creazione di un circuito emotivo legato all’esperienza del viaggio con EasyJet. Economicamente parlando, l’intento è quello di affermarsi all’interno di tutto il mercato europeo ed Italiano. Come spiega Frances Ouseley, direttore di EasyJet in Italia, l’azienda vuole affermarsi il più incisivamente possibile nel mercato e soddisfare ogni esigenza del proprio target. In bocca a lupo EasyJet!!!
Daniele O. 
imgres3

A che situazione è il social?

L’evoluzione della strategia social nel contesto odierno

E’ il momento di valutare l’operato delle tecnologie dei social network: non sono più passatempi, ma mezzi di informazione utilizzati anche dalle aziende. In base a delle ricerche effettuate, emerge chiara la visione dei social media come contenuti di emozioni e sensazioni, gli individui riversano nei social media tutte le loro prerogative.

Opportunità di guadagno, modo per farsi conoscere, tenere contatti in lontananza, sono sintomi di un futuro oramai digitale, in cui la comunicazione è profondamente intrisa, tanto da prendere il nome di e-comunication

Daniele O. 



imgres2

Il Marketing emozionale di Eataly

Il più grande centro enogastronomico punta sulle emozioni

Eataly, il più grande centro enogastronomico del mondo, in collaborazione con The Brand Shop, agenzia di marketing all’avanguardia, ha dato vita ad un esposizione totalmente incentrata sulla Brand experience
Come spiega Flaminia Pèrez, Managing Director della medesima agenzia, la finalità principale è quella di far emozionare il cliente tramite le vecchie e, soprattutto, le nuove tecnologie. Strumenti polisensoriali quali profumi, musiche, sono strumenti efficaci, ma le nuove tecnologie supportano questi ultimi mezzi. 

I touchless permettono di interagire con le immagini dei display. Con un semplice movimento delle mani è possibile spostare le foglie di un ulivo digitale in modo tale da dare spazio ad un video emozionale sulla filiera della produzione dell’olio. 
Anche la Philips, colosso dell’elettronica, ha partecipato alla rassegna, mostrando la sua ultima innovazione in termini di led, combinando risparmio energetico e tecnologia, come l’etica Eataly desidera. 

L’innovazione e la tradizione sono due termini che da sempre permangono in questa manifestazione di rilevanza mondiale. 

Daniele O. 

imgres2

ClubDante: la nuova piattaforma culturale

Una nuova forma di social per lo spazio culturale

Immaginate per un momento di incontrare il vostro scrittore preferito per strada: poterlo vedere dal vivo, porgli quesiti, prendere un caffè assieme. Da oggi in poi tutto ciò sarà “virtualmente” possibile: nasce ClubDante, la prima piattaforma social in cui incontrare i più famosi scrittori contemporanei: da Carlo Lucarelli a Roberto Saviano, da Santiago Gamboa a Paco Ignacio.
Con questa nuova modalità di comunicazione, tutti gli appassionati di Letteratura avranno modo di poter interagire con i loro autori preferiti, il tutto in modalità gratuita. Infatti, la piattaforma si autofinanzia tramite le inserzioni pubblicitarie, le quali permettono a questo Social media di rendersi noto nei confronti dell’opinione pubblica. 
Il progetto sta dando buoni risultati, nonostante la forte crisi del mercato culturale italiano ed europeo. (Utile a -20% nel 2011 in Italia per quanto riguarda il mercato dei libri cartacei). Stiamo a vedere come si evolve la situazione.

Daniele O.
imgres7

L’altra faccia della medaglia: Il Marketing Emozionale

Come far leva sulla parte irrazionale del cervello dei consumatori

Interagire con la parte più inconscia del cervello: ecco la nuova ed ennesima sfida del Neuromarketing. Il Web Update 2012 si tiene a Napoli ed espone le ultime tendenze in campo comunicativo e di Marketing.

Tutt’oggi il rapporto tra il comportamento d’acquisto e le emozioni è oggetto di numerose ricerche. Neuroscienze, design, Intelligenza artificiale, tutte branche che contribuiscono a dare una spiegazione a questo tipo di fenomeno sempre più rilevante all’interno del mercato. 

Francesco Gallucci è il fondatore dell’agenzia 1to1Lab, la prima agenzia che si occupa di Emotional branding, ed inoltre si occupa di gestire il dipartimento di Neuromarketing A.I.S.M.
Come afferma Gallucci, la particolarità del suo metodo stà nel dare una forte impronta nella connotazione scientifica. Il punto di partenza è proprio la comunicazione. Per comprendere le dinamiche dei comportamenti di consumo dei consumatori bisogna elencarne le reazioni emozionali facendo uso di strumenti non convenzionali. 

Numerosi sono gli strumenti che consentono di misurare il grado di emotività dei consumatori nel momento d’acquisto: pensiamo all’Eeg-biofeedback, il quale monitora tutte le reazioni fisiologiche del cervello in concomitanza a particolari stimoli, l’Eyetracking, il quale misura la posizione degli occhi in base ad una superficie specifica. Infine vi è il Videorecording, con il quale è possibile monitorare tutti i movimenti del consumatore all’interno del luogo di consumo.  

Sempre Gallucci afferma che l’esperienza in un luogo di consumo è scomposta in più fasi, ognuna di esse è una sorta di building block esperenziale. Queste fasi possono essere studiate, progettate e ricomposte. 

Il mondo digitale è un mondo ampio, aperto, pieno di possibilità per quanto riguarda la comunicazione,  ma bisogna conoscerne bene le dinamiche, gli strumenti, ma anche come saperli usare al momento opportuno. 




Daniele O
wordmap

Implementare le strategie di web marketing con il digital storytelling

La settimana scorsa ho introdotto il  tema dello Storytelling (vedi post), parlando in estrema sintesi, di come questo strumento possa facilitare, nel loro lavoro, i manager e gli uomini di marketing. Nello stesso post avevo accennato alla possibilità di applicare lo Storytelling ai digital media e, in particolare, al web marketing (tema che affronteremo meglio oggi).


Iniziamo con qualche definizione. Il Digital Storytelling può essere considerato come un modo di fare storytelling, o meglio, la possibilità di creare e veicolare storie attraverso supporti multimediali di tipo digitale. Creare un video con Movie Maker, arricchire la nostra timeline su Facebook, creare una presentazione in Power Point, sono tutti esempi di digital storytelling.

Fin qui niente di interessante, si direbbe. Ma se ad utilizzare questi strumenti fossero gli stessi marketer? – o meglio – se il digital storytelling fosse implementato agli strumenti di web marketing?

Il mondo dei social media, come sappiamo, rappresenta per le aziende e i propri competitor il nuovo campo di battaglia. Un modo nuovo per interagire con i propri clienti, ottenere input, promuovere e migliorare i propri prodotti/servizi. 

Certamente un terreno fertile ma anche un’arma a doppio taglio, considerato che bisogna ‘dosare’ bene ciò che mettere alla mercé di un pubblico così vasto – e talvolta pericoloso – come quello del web. Un aspetto, questo, che costringe le imprese a rivedere la propria identità, il proprio rapporto col consumatore e soprattutto a ridefinire l’immagine di sé stessa.

Le aziende che si affidano agli strumenti del web 2.0 dovrebbero dunque porre molta più attenzione che in passato ai contenuti. E come suggerito da J. Sassoon, affidarsi maggiormente al web storytelling. Un meccanismo che, integrato ai classici strumenti, permette di agevolarle in campo di digital branding, garantendo un alto impatto emotivo ai propri contenuti. 

Il branding ha oggi ‘il bisogno di toccare le nostre vite’, di migliorarle e di coinvolgerci in un processo di creazione di valore, un valore non economico ma simbolico ed emozionale.

Le aziende devono capire che un video che racconta una storia, simpatico o emozionante che sia,  ha più possibilità di essere inoltrato e postato su facebook – e quindi di raggiungere un numero maggiore di utent i- rispetto ad uno che non ha protagonisti e risulta essere ‘freddo e apatico’ come un rapporto aziendale.

Ma c’è un limite. Come dice il buon vecchio Steve Denning “non tutte le storie sono buone storie“. Infatti, affinché si possa parlare di web storytelling, bisogna mettere in scena narrazioni che:

  • abbiano uno o pochi protagonisti
  • siano altamente coinvolgenti
  • siano contestuallizzate
  • siano autentiche e verosimili
  • racchiudano al proprio interno una qualche morale
  • siano interessanti per i propri fans/contatti così da poter essere ri-raccontate.