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SOCIAL CASHBACK REVOLUTION!

Avete mai sentito parlare di “social cashback revolution”? Per saperne di più vi consiglio di vedere il funzionamento di Fidelityhouse, la prima community di cashback e di visitare il sito: horizongroup.it Il founder di questa società è Francesco Fasanaro: un giovanissimo imprenditore e professionista  che si è già affermato ad altissimi livelli grazie alla sua competenza digital. Un esempio virtuoso per tutti voi giovani e noi… diversamente giovani! Prof. Lorenzo Amadio

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Le grandi marche scommettono sulla Brand Extension

dai detersivi alle automobili, dai computer ai videogiochi


L’estensione di marca è un fenomeno sempre più rilevante all’interno del mercato. Oggi le grandi marche fanno sempre più affidamento a questa strategia per ampliare il raggio d’azione della propria offerta. La brand extension, come è noto, è collegata alla questione della Brand loyalty, cioè la teoria secondo cui le marche che stringono un rapporto di fidelizzazione maggiore con il cliente, sono più portate a differenziare la propria offerta all’interno del mercato. 


Ponendo alcuni esempi, all’estero vi è il caso del marchio Apple-Macintosh, il quale, oltre ad essere uno degli indiscussi leader nel settore del personal computer, ha ampliato la propria offerta generando un proprio sistema operativo, in modo tale da entrare in competizione con la Microsoft. Altro caso è quello della Virgin, sorta come grande etichetta discografica, ha saputo ampliare il proprio raggio d’azione in due canali: Virgin Drinks ( bevande) e Virgin Express ( trasporti).

Stessa strategia è stata adottata dalla grande multinazionale dell’editoria National Geographic. Oltre ad aver creato cinque piattaforme televisive dedicate alla natura, si è evoluta in chiave discografica, aprendo una propria sede di registrazione. 


Anche in Italia assistiamo ad un massiccio utilizzo di tecniche di estensione di marca: uno dei casi più esemplari è quello della Morgan Music, la quale, oltre che ad occuparsi di distribuzione di strumenti musicali, ha valorizzato la propria offerta attraverso la distribuzione dei prodotti audio, aprendo un proprio ufficio di comunicazione dedicato alla sponsorizzazione e alla vendita di prodotti on-line. La Nero Giardini, leader nel settore calzaturiero, ha ampliato la propria offerta tramite la produzione di abiti incrementando l’utile del 20 %. 


Si può dire quindi, che la Brand Extension ha invaso il mercato. Oggi le grandi marche ricorrono sempre più a tali tecniche per evolvere il proprio brand e collocarsi in una posizione di rilievo all’interno del mercato globale. 


Daniele O.

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Video marketing per i brand del lusso

Molte realtà stanno utilizzando la rete per costruire nuovi contenuti, soprattutto video, per raccontare i propri valori. Sono sempre più numerosi i brand che stanno usando il cortometraggio come oggetto di comunicazione: Prada, Chanel, Dior.

I corti, presentati e diffusi attraverso la rete e i social media, portano le firme di registi famosi e di artisti della fotografia con star dello spettacolo. Il video in rete, così come la diffusione del fenomeno streaming, del video sharing e una serie di strategie di video marketing, risultano essere un nuovo modo per comunicare e per guadagnarsi l’attenzione dei consumatori. La nuova sfida è quella di offrire un’esperienza straordinaria di altissimo coinvolgimento a un numero molto selezionato di intenditori. Il mondo del lusso è consapevole di come stia crescendo il popolo dei fruitori di contenuti web, così i media tradizionali vengono sempre più incorporati dalle nuove piattaforme di diffusione video online e crescono gli investimenti pubblicitari per spot e video sulla rete. I marchi hanno capito che per andare in rete è obbligatorio offrire contenuti originali, per riuscir a parlare con un cliente che è sempre più presente su internet e sui Mobile Internet Device. L’obiettivo primario non è tanto la vendita e il profitto ma costruire una storia per valorizzare il marchio, per rafforzarlo e per farlo riconoscere e apprezzare al grande pubblico di sognatori.

I video realizzati con produzioni e nomi degni di una sala cinematografica o del prime timetelevisivo si sono dimostrati un ottimo mezzo per sperimentare la forza del brand, creare awarness e passa parola in rete, permettendo di far vivere appieno l’aspetto emozionale del brand e per promuovere l’immaginario dei fashion brand di alto livello nel lungo periodo. Il brand content diventa centrale nelle strategie di comunicazione di marchi del lusso, perché fornire contenuti, che non sempre parlano direttamente del brand ma che raccontano qualcosa del suo universo, è l’unico modo per essere presenti in maniera efficace.Il binomio tra cinema e grandi couturier non è una novità. Dai costumi impiegati nelle grandi produzioni alle celebrità griffate da fotografare sui red carpet, gli intrecci si fanno sempre più fitti. Assistiamo ad un’evoluzione inaspettata. Una delle tendenze più recenti delle grandi case di moda francesi e italiane è quella di realizzare spot ad alto budget, da visionare unicamente in rete, in grado di dare ancor più risalto ai propri brand.

L’ultimo esempio è l’«Odyssée de Cartier»: più che una promozione pubblicitaria, è un vero e proprio cortometraggio cinematografico di alto livello, realizzato da un team di 60 persone in oltre due anni di lavorazione. La Panthère di Cartier, icona della Maison sin dagli anni ’30 e simbolo di forza e libertà, è al centro di un viaggio che, partendo da Parigi, passa per la Russia, l’India e si posa sulla Grande Muraglia e fa ritorno in Place Vendome. Il film ripercorre le influenze culturali e gli eccezionali incontri che contribuirono in maniera determinante ad ispirare la creatività della Maison, ma anche i mondi immaginati e creati attraverso i suoi magnifici gioielli: 3 minuti e 30 di puro sogno che narrano la storia di Cartier, iniziata oltre 165 anni fa.

Negli ultimi mesi altre aziende del lusso hanno proposto spot via web davvero affascinanti, tra questi: “The Woman Dress”, diretto da Giada Colagrande per l’italiana Miu Miu. Atmosfere oniriche impiegate dalla regista abruzzese, quasi sette minuti mantengono alta l’attenzione del pubblico. La protagonista è l’attrice Maya Sansa che si ritrova circondata da streghe ultra-pop desiderose di ottenere il prezioso vestito che indossa.

Il cortometraggio diretto dalla coppia Mert Alas-Marcus Piggot per promuovere la campagna Primavera-Estate 2012 di Gucci. Tuttavia, il loro lavoro appare freddo e troppo statico, tanto da sembrare un’evoluzione di una campagna fotografica più che un video vero e proprio.

Giorgio Armani, per raccontare la sua collezione, ha invece scelto Luca Guadagnino (il regista di “Melissa P.”) realizzando lo spot “One Plus One”, girato tra Mantova e Cremona, dove viene messo in scena un girotondo d’amore con tre personaggi, attraverso uno stile rarefatto.Tra le figure più importanti del mondo della moda, Karl Lagerfeld, direttore creativo della MaisonChanel, è certamente colui che maggiormente ama misurarsi con il web: recentemente ha diretto due cortometraggi per promuovere le nuove tendenze della casa.


Tutti questi lavori rappresentano altri esempi ben riusciti di come la filosofia del Web e l’esigenza di appassionare i consumatori al proprio prodotto e alla propria storia possano andare di pari passo rispondendo in modo efficace alle nuove sfide della società odierna.

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Rabbids! Pronti a invadere il mondo del licensing

CPLG Italia e Ubisoft presentano la loro creazione: I Rabbids, il quale sta avendo un successo in Francia e nel resto dell’Europa. 

Rabbids, creature indigene di conigli che, insediandosi nella società, hanno sovvertito le regole della cultura pop contemporanea tramite i mezzi di comunicazione di massa. Nel 2009 I Rabbids sono diventati i protagonisti assoluti di un videogioco grazie alla loro personalità e i loro modi di agire ossessivi. Dalla loro prima apparizione, i Rabbids hanno venduto 14,7 milioni di unità nel mondo. La notorietà legata al brand aumenta e in maniera trasversale grazie ai passaparola che si sono creati sui social network. Al giorno d’oggi i fan dei Rabbids all’interno di facebook sono circa 800.000 “mi piace” e che le visualizzazioni degli oltre 80 branded video caricati su YouTube superano 60 milioni di visite.

Grazie a queste strategie di marketing integrato, gli irriverenti Rabbids sono pronti ad invadere altri mercati ed anche al licensing. Infatti, in molti paesi d’europa, i Rabbids hanno raggiunto il massimo del loro successo nel settore del licensing con oltre 40 contratti di licenza e 400 referenze licenziate, rivolte specialmente per il 70% ai bambini e per il 30% al pubblico adulto. Alcuni dei licenziatari francesi sono grandi marche come la Renault, la Motorola, UHU, la Mc Donald,  la CocaCola.


Soddisfatta Maria Giovanna Gurrieri e Alberto Coco, Marketing Director e Partnership & Licensing Director per Ubisoft, sia per il successo del nuovo brand, sia per le caratteristiche comunicative che esso detiene. 

Facebook, addio Places

Ciao a tutti. Ho visto i post pubblicati e vi ringrazio per la partecipazione attiva. In relazione alla geolocalizzazione vi invito a visitare due siti di riferimento:
http://hagakure.it/facebook-addio-places
e l’immancabile:
www.casaleggio.it
che nel numero di web time del 24 novembre pubblica un articolo interessantissimo di Roberto Cobianchi: “la geolocalizzazione tra passato e futuro”
Attendo vostri commenti e ci vediamo a lezione lunedi prossimo. Vi ricordo infine che potete contattarmi digitalmente anche su Skype, ricercando l.amadio.

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Dal Mobile marketing alle Brand Experience Mobile App

Esistono varie definizioni per il concetto di Mobile Marketing: è ampiamente definito come “l’uso del mezzo mobile come mezzo di comunicazione di marketing” ma anche come “distribuzione di qualsiasi tipo di messaggio promozionale o pubblicitario al cliente attraverso le reti…”; mentre un’altra definizione suggerisce che si tratti dell’utilizzo dei media interattivi senza fili per fornire ai clienti informazioni personalizzate che promuove beni, servizi e idee, in modo da generare valore per tutti gli stakeholder”. Solo? Si può affermare che il Mobile Marketing è un insieme di pratiche che consente alle organizzazioni di comunicare e coinvolgere e interagire con il loro pubblico in maniera interattiva e pertinente attraverso qualsiasi dispositivo mobile o di rete.

Si è potuto sviluppare in un periodo di crisi finanziaria in cui alcune aziende hanno preferito ridurre i propri investimenti pubblicitari nei mezzi tradizionali, e concentrarli su mezzi innovativi che permettono di avere una relazione diretta col consumatore.

Ma è molto di più. Concentrandoci sulle ultime tendenze in atto che riguardano la diffusione dell’uso di Smartphone, IPhone, Ipad, il fenomeno presenta dinamiche interessanti, soprattutto per quanto riguarda le App. Le aziende si devono confrontare con queste nuove modalità di fare business, cogliendo sfide e opportunità offerte e cercando di intuire quale sarà l’evoluzione. Questo le ha spinte ad essere quindi presenti nel comparto App, offrendo al cliente esperienze mobili innovative che presentano caratteristiche di immediatezza, semplicità e utility.

Un esempio è iPasta di Barilla, un’applicazione per iPhone e iPad che suggerisce ogni giorno ricette e primi piatti sempre diversi consigliandoli per: prezzo, velocità, livello di difficoltà, e Regione.

Con una semplice App l’azienda prima di tutto rafforza il suo brand, fidelizza la clientela ma soprattutto conquista nuovi prospect.

Le App riescono inoltre a portare l’esperienza di acquisto on-line, danno vita a un legame inscindibile tra mondo on-line e off-line di vendita e creano un coinvolgimento e una relazione con la marca.

Converse ha risolto uno dei più grandi ostacoli della vendita di abbigliamento sul web: l’ansia di consumo. L’app “Sampler” per iPhone dà al consumatore la possibilità di provare un nuovo paio di scarpe da ginnastica nel mondo virtuale. La videocamera su iPhone cattura una immagine dal vivo dei piedi, mentre l’applicazione sovrappone lo stile scelto di scarpe da ginnastica sul display, dando l’apparenza che il consumatore indossa le scarpe. I consumatori possono provare un paio di scarpe senza mai entrare in un negozio di Converse.


Spesso le Brand Experience Mobile App sono dei videogiochi che permettono all’utente di vivere il prodotto prima ancora di averlo vissuto. Altre volte, invece, vengono rilasciate applicazioni più sofisticate.


Quindi esiste la reale opportunità per i brand di sviluppare una nuova generazione di esperienze per i clienti, di costruire una profonda, coinvolgente relazione a lungo termine con i propri clienti attraverso la telefonia mobile.

L’uso di App che coinvolgono l’identità del brand, portano il consumatore a vivere il prodotto in prima persona.